Libera Te
A livello musicale niente di nuovo, una musica elettronica di scarso livello, testi elementari e una melodia vocale insulsa incastrata a forza in brani che sembrano ma che alla fine sono tutti uguali.
Roberta Pagani esce con questo album ”Libera Te” di sette brani e ringrazio il Signore che siano solo 7!
Un comunicato stampa in cui si narra il curriculum vitae di Roberta «laureata con lode all’università degli Studi di Milano-Bicocca…si diploma in canto classico (triennio)…suona nel centro commerciale di non so quale paese del milanese…» ma, esperienze live a parte, non ne sentivamo proprio il bisogno.
A livello musicale niente di nuovo, una musica elettronica di scarso livello, testi elementari e una melodia vocale insulsa, come si dice dalle parti mie «‘mpecegata per forza» che sarebbe incastrata a forza.
Ora, io capisco che fare il/la cantante fa figo, ma se un domani saranno solo artisti chi ci farà da mangiare? Prendiamo in considerazione l’idea che il panetterie è un lavoro che è figo, così come tutti gli altri! Un esempio lampante è Fabio Volo.
29 minuti di noia e qualunquismo celato da un’apparente sensibilità che se la batte con i post sulle donne di facebook.
I brani sono tutti uguali, sinceramente mi innervosisco anche a dover buttare un’ora del mio tempo, che potevo investire in altro, ad ascoltare prima e a recensire poi, un disco che non avrebbe avuto le basi per esserlo neanche negli anni ’80 di Marcella Bella o Sabrina Salerno.


