Classic Rock 20 Maggio 2017

Lonely Nights

Il suono che corre lungo tutti i brani del disco è graffiato e curato allo stesso tempo, l’andamento dei sette pezzi è tenuto insieme da quella giusta tensione che sa anche di un certo gusto nel comporre ed eseguire la loro musica

Lonely Nights è il disco nuovo di zecca dei Two Hicks One Cityman un trio lombardo che ha debuttato nel 2015 con un EP Tinder Tapes a cui va ascritta anche la precedente esperienza vissuta sotto il nome di Quarter Past One con cui hanno pubblicato cinque dischi.

Insomma dei novelli apparenti, che dopo aver tracciato una linea con la loro prima esperienza da esordienti, si ritrovano un bagaglio di esperienze in studio e live che viene fotografato in questo loro nuovo disco.
Il suono che corre lungo tutti i brani di Lonely Nights è graffiato e curato allo stesso tempo, l’andamento del disco è tenuto insieme da quella giusta tensione che sa anche di un certo gusto nella composizione e nell’esecuzione di ogni singolo pezzo.

Quella che potrebbe essere la semplice somma di sette tracce di ottimo soul space rock (è cosi che loro si definiscono), si rivela invece una trama raffinata di pensieri che formano lo stato d’animo dell’intero disco attraverso un affiatamento per nulla banale. Non si tratta di semplice maturità, ma piuttosto di chiarezza di idee.

Un disco destinato a guardare oltre confine, anche grazie all’ottima interpretazione vocale di Alessandro Castagnoli , che si distingue particolarmente in So Lonely e in Lonely Times.

Se poi si aggiunge che nei testi delle loro canzoni si alternano incursioni tra il riflessivo e l’ironico sulla condizione umana (nella perfetta tradizione del rock-blues americano), il cerchio si chiude con un circoletto rosso (alla Rino Tommasi per chi ne ha memoria) che proietta Lonely Nights tra le uscite discografiche da tenere presenti per il 2017 nel caos calmo del rock italiano