Luci e Ombre
Nell'esordio del compositore classe '81 si resta così, sospesi nella speranza di qualcosa che non arriverà. Il grande pezzo sembra sempre dietro l'angolo, ma le aspettative restano frustrate
- Artista
- Giuseppe Ricca
- Etichetta
- Autoprodotto
Il percorso tracciato da Diodato inizia ad essere battuto come la tangenziale nelle ore di punta. Stavolta è il turno di questo musicista catanese che, come l’autore di <I<Cosa Siamo Diventati, si smarca dal cantautorato tout-court e butta dentro sonorità rock alla Radiohead e Jeff Buckley.
Ma non è l’attesa del capolavoro essa stessa il capolavoro ? Nell’esordio del compositore classe ’81 si resta così, sospesi nella speranza di qualcosa che non arriverà. Il grande pezzo sembra sempre dietro l’angolo, ma le aspettative restano frustrate. E sì che le qualità ci sarebbero pure, ma vengono depauperate all’inseguimento di soluzioni fin troppo facili e immediate.
Alla fine le ombre superano le luci, e queste ultime sono solo pallidissimi bagliori nel buio che si accendono ogni tanto giusto per aiutarci a non dare craniate alle pareti. E’ il caso di Pagina 1, che se non altro ha un discreto ritornello, La Scatola Dei Ricordi, per l’uso della voce, Sarà Neve, candidata come brano originale ai David di Donatello per il film “Good as you – Tutti i colori dell’amore” di Mariano Lamberti, e la conclusiva Sud, dove si accoglie con sollievo un afflato acustico che se fosse stato cifra predominante del disco, forse quest’ultimo ne avrebbe addirittura beneficiato


