New Releases 27 Dicembre 2010

Luxe Et Redux

Un grande ritorno di un gruppo che è riuscito a reinventare il garage rock in anni in cui è veramente difficile trovare qualcosa di diverso dal solito. Qualcosa che riesca a scuotere a dovere mente e corpo.

Artista
Monkey Island
Etichetta
Imprint Records

Il celebre giornalista e cantante punk John Robb nel 2009 scrisse il libro “Death To Trad Rock” in cui lodava i Monkey Island. Questa band, capitanata da Pete Bennet, negli anni ’90 si fece conoscere nella scena garage di Londra per il suo rock particolarmente infuocato e “influenzato” sotto vari aspetti. Dopo che lo stesso Robb pubblicò alcuni loro singoli, la band guadagnò sempre più visibilità anche al di fuori del Regno Unito.
Oggi, Bennet, nonostante i numerosi ostacoli, ha riformato la band chiamando a sé Sam St Leger (batteria) e Andrew Speakman (basso). In un giorno registrano questo “Luxe Et Redux” al Drop Out Studio di Tim Cedar incidendo 16 tracce tra le quali è difficile trovare la pecca. L’infinità di generi che buttano dentro questo disco con il loro stile sporco e massiccio è forse il fattore vincente della band. E basta ascoltare la prima traccia introduttiva “Back To The Stoneage” per rimanere di sasso e con un leggero sorriso di soddisfazione.
Il bellissimo blues di chitarra e armonica a bocca viene distorto da loro come in un qualsiasi pezzo punk e il risultato è decisamente accattivante. Ma non è solo questo: sono i riff di chitarra 70’s, i brani più scanzonati che sembrano riprendere il punk rock più classico, la velocità e la potenza di una sezione ritmica che fa venire voglia di spaccare tutto. Ma anche il funk, il rock’n’roll degli anni ’50: insomma un grande ritorno di un gruppo che è riuscito a reinventare il garage rock in anni in cui è veramente difficile trovare qualcosa di diverso dal solito. Qualcosa che riesca a scuotere a dovere mente e corpo.