Many People Don’t Realize
Se l’energia travolgente delle prime tracce riuscisse ad incanalarsi in canzoni omogenee e mature per tutta la durata del disco, avremmo sicuramente un disco da 10 e lode
- Artista
- Suez
- Etichetta
- Nagual Records
Come dire: quando la copertina di un disco riesce a comunicare bene il suo contenuto. È il caso di “Many People Don’t Realize”, primo disco dei Suez, da Cesena.
Un disco colorato, dal bel packaging, ricco di stili e di influenze, un po’ pazzo ma anche equilibrato, quando serve.
Direttamente dal post-punk, con euforia: un percorso sonoro comunque proprio, con il coraggio di mostrare idee proprie, nasce questo disco molto variegato, che parte idealmente dagli anni ottanta ma si affaccia con vigore nel 2010.
Un sound bello e vitale, chitarre e synth in evidenza, una carica di adrenalina tosta e sincera. Nonostante due-tre tracce un po’ deludenti, e un evidente squilibri tra prima parte/seconda parte, il disco dei Suez riesce ad amalgamare elementi diversi ed ottenere un risultato originale.
Le tracce più potenti e interessanti sono proprio quella che dà il titolo al disco, e tra le dieci che lo completano è possibile pescare senza pensarci due volte anche la pinkfloydiana ed urlata “Clocks”, la travolgente “What Rain?”, la spensierata “Life Is a Dream” e “Headache, davvero sorprendente.
Canzoni che vogliono comunicare in modo immediato, si appoggiano su ritmi orecchiabili e sulla particolare e recitante voce del cantante Gg Battaglia.
Ed è un lavoro, questo, apprezzabile proprio per questa patina di spensieratezza, questo entusiasmo folleggiante venato di punk e new wave.
Un disco, però, anche con alcuni lati un po’ più spigolosi, e altri ancora – verso la fine, con le ultime 2-3 tracce – sinceramente troppo ripetitivi e, sebbene energici (ma forse troppo urlati), dicono un po’ poco a chi nella prima parte del disco si era entusiasmato alla grande.
Se l’energia travolgente delle prime tracce riuscisse ad incanalarsi in canzoni omogenee e mature per tutta la durata del disco, avremmo sicuramente un disco da 10 e lode. In questo caso lo si apprezza lo stesso, per la freschezza e la vitalità, ma un po’ l’amaro in bocca alla fine resta.
Tracklist:
01. Many People Don’t Realize
02. Clocks
03. The Rest
04. What Rain?
05. Headache
06. Life Is A Dream
07. In My Mud
08. Walk On The Water
09. I Keep On
10. I See The Light


