Live Report 13 Ottobre 2026

Marta Del Grandi live @ Su:ggestiva Festival, Villa di Massenzio, Roma – 11/10/2026

Ultimo concerto per la rassegna Su:ggestiva 2026 curata da quelli di MArteLive con l’esibizione di Marta Del Grandi, artista milanese, ma di grande respiro internazionale, che è salita sul palco, all’aperto, insieme alla sua band, intorno alle 23,00. Non ci poteva essere chiusura più degna per un festival costruito intorno all’innovazione e alla musica di ricerca, fuori da logiche commerciali.

Photo Credit @ Giancarlo De Chirico

Marta Del Grandi, compositrice, chitarrista ed interprete di formazione jazzistica, ha studiato presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e presso il Conservatorio Reale di Gent, in Belgio. Ha sempre viaggiato molto, ha vissuto per un breve periodo in Cina poi a Kathmandu in Nepal, per quasi tre anni. Scrive e canta in lingua inglese e trasferisce nelle sue raffinate ballate pop tutte le sue esperienze, le sue riflessioni e i concetti di un vero sentire.

La Fire Records, etichetta internazionale da sempre molto attenta nei confronti dei talenti emergenti, l’ha messa sotto contratto e proprio quest’anno è stato pubblicato “Dream Life”, il suo secondo album, il disco che fin qui – con le sue straordinarie e moderne canzoni pop – meglio rappresenta il suo stile.

Dopo aver superato un iniziale momento di sconcerto “Di solito a quest’ora io vado a dormire” ha confessato ridendo, Marta Del Grandi e la sua band hanno dato vita ad un “set” che è andato in crescendo e che ha rivisitato ad ampio raggio i momenti più importanti della sua attività artistica.

Sono stati molti naturalmente i brani tratti da “Dream Life” ed è stato un vero piacere riascoltare dal vivo canzoni come “Shoe Shaped Cloud”, “Antarctica”, “You Could Perhaps”, “20 Days of Summer” e la stessa “Dream Life”.

Photo Credit @ Viviana Di Leo

Marta ha una gran voglia di raccontarsi e ha cercato in qualche modo di risalire alla nascita delle sue canzoni. Ma poi ha spiegato che l’ispirazione vera e propria nasce quasi per caso e una banalità qualsiasi può diventare la scintilla da cui trae origine la scrittura.

Su “A Good Story” ha raccontato di un ipotetico incontro fra Gilgamesh e Noè, mentre “Hotel Supramonte” non è stato altro che un doveroso tributo al grande Fabrizio De Andrè.

Un concerto che ha confermato il grande talento della Del Grandi, artista molto creativa e versatile, che ha saputo dare un’anima garbatamente pop alle sue ballate, costruite intorno ad un folk rock minimale e ad un substrato di elettronica. Artista decisamente lontana dalla tradizione del cantautorato italiano, più vicina forse a intuizioni proprie dei Talking Heads di David Byrne, per esempio. Musicalmente molto “catchy”, ma con intelligenza e con un “songwriting” originale e di spessore.