Rock 27 Ottobre 2026

Mel Previte e Max Cottafavi, l’ultimo ruggito di “Certe notti”: due chitarre, un’unica storia di rock.

All’Unipol Dome di Milano, il 24 ottobre 2026, nell’ultima notte del tour “Certe notti” di Ligabue, due musicisti simbolo si ritrovano sullo stesso palco. Max Cottafavi e Mel Previte: personalità diverse, talento autentico e un patrimonio musicale che ha contribuito a rendere unico il suono del Liga.

Ci sono musicisti che accompagnano una storia e altri che, nota dopo nota, diventano parte della sua identità. Max Cottafavi e Mel Previte appartengono a questa seconda categoria. Due chitarristi straordinari, due percorsi differenti, due modi di interpretare il rock che si incontrano in una serata destinata a lasciare il segno.

L’ultima data del tour di Ligabue assume il significato di un grande abbraccio alla storia. Sul palco tornano a incontrarsi le diverse anime musicali del Liga, in un viaggio che attraversa canzoni, emozioni e decenni di rock italiano. Il rischio è quello di raccontare il concerto soltanto come una conclusione del magnifico tour. Ma la musica, soprattutto quella costruita attraverso rapporti umani e artistici duraturi, raramente si lascia racchiudere in una singola sera. Max Cottafavi e Mel Previte rappresentano due capitoli di una storia più grande. Cottafavi riporta in primo piano l’energia delle origini; Previte ricorda quanto profondità e sensibilità possano essere decisive nella costruzione di un suono.

Max Cottafavi è l’energia delle origini. La sua chitarra porta con sé il carattere viscerale degli esordi, quel suono diretto, graffiante e istintivo che ha contribuito a definire l’identità rock di Ligabue. Nei riff, negli assoli e nella potenza del suo approccio c’è lo spirito di una musica nata per raccontare la strada, le inquietudini e la voglia di vivere senza compromessi. Cottafavi non suona soltanto le canzoni: ne riaccende l’anima originaria, ricordando quanto il rock sappia essere ancora fisico, spontaneo e travolgente.

Mel Previte è sensibilità, eleganza e profondità musicale. Il suo percorso, maturato anche attraverso l’esperienza con i Rocking Chairs, racconta la storia di un chitarrista dalla cultura musicale ampia e dal gusto raffinato. La sua forza non risiede soltanto nella tecnica, ma nella capacità di scegliere la nota giusta, di creare sfumature e di dare respiro alle canzoni. Il suo linguaggio, elegante e aperto a influenze blues e jazz, aggiunge al rock di Ligabue colori e dinamiche che arricchiscono il suono senza mai soffocare la voce e la melodia. Due personalità che non si sovrappongono, anzi, si completano. Da una parte la forza istintiva di Cottafavi, dall’altra la ricercatezza di Previte: insieme rappresentano la ricchezza di un linguaggio musicale capace di evolversi senza perdere le proprie radici. Perché una grande band non si misura soltanto dalla somma dei suoi talenti, ma dalla capacità di trasformare le differenze in un’identità condivisa.

A Milano, questa storia si carica anche di un’emozione particolare. Per i due musicisti la serata segna forse la conclusione del loro percorso nell’ambito dei tour di Ligabue, almeno secondo le premesse di questo racconto. Un passaggio che invita a guardare con riconoscenza a tutto ciò che ha saputo offrire, senza trasformare il suo saluto in una celebrazione malinconica, dimostrando quanto la memoria musicale possa essere viva, potente e attuale. Alla fine, restano le canzoni. Restano le chitarre che le hanno accompagnate, i suoni che hanno acceso i palchi e le emozioni che hanno attraversato generazioni di ascoltatori.

Max Cottafavi e Mel Previte non sono semplicemente due chitarristi nella storia di Ligabue: sono due voci essenziali di quel racconto. L’uno con il fuoco del rock, l’altro con la sensibilità del musicista che sa dare valore a ogni sfumatura. Due amici e due strade diverse, unite dalla stessa passione e dalla capacità di lasciare un’impronta riconoscibile: un vero ruggito nell’ultima notte.

Si ringrazia: Parole e Dintorni, Friends & Partners