Melodrama Of Unfortunate Events
Discreto tentativo di concept album per gli emiliani Waterwings, ma manca ancora un po' di sostanza
- Artista
- Waterwings
- Etichetta
- UK Division
Dopo l’EP con cui li avevamo conosciuti nel 2005, ritroviamo con piacere i Waterwings in questo Melodrama Of Unfortunate Events. In questi 4 anni, la band emiliana ha affilato le armi, definendo meglio il proprio sound e sgrezzando la tecnica, per presentarsi con un progetto decisamente ambizioso. Sin dall’approccio “visivo” (titolo altisonante e grafica di copertina di ambientazione fiabesca), si potrebbe supporre che i Waterwings abbiano scelto di cimentarsi in un’opera rock, seppur su piccola scala: in effetti è così, ma – dato che ultimamente il concept album impazza a tutti i livelli e in tutti i generi musicali – forse occorreva una struttura più solida alla base dei brani. Che questa struttura fosse costituita da una vera e propria storia o un semplice filo conduttore non ha grande importanza: il problema è che ovviamente, cimentandosi in un settore già sfruttato, e a volte abusato, o si lancia qualche idea “forte” o si rischia l’effetto saturazione. Non che Melodrama non sia un disco piacevole da ascoltare: tutt’altro. Sulle tracce di Escape The Fate, Hawthorne Heights e The Ataris, i Waterwings si destreggiano abilmente tra punk e emo-rock; mantengono un buon ritmo e impreziosiscono il tutto con una manciata di accordi quasi metal e una bella intro, tesa e sognante al tempo stesso. La grinta e le qualità per cui li abbiamo apprezzati in “The Happiest Sadness” sono intatte, l’esame di maturità è rinviato al prossimo lavoro.


