Music Affairs 19 Marzo 2024

Memory Thirteen

Memory Thirteen dimostra come a volte non servano le parole per creare uno splendido cosmo di umori in balia di luce e buio, carne e spirito, veglia e sonno, sogno e incubo, contemplazione profonda e distorsione.

Gli universi strumentali di Ellis Swan, cantautore di Chicago, e del polistrumentista canadese James Schimpl, si fondono nuovamente in “Memory Thirteen”, a tre anni di distanza dal loro ottimo debutto “From The Basement”.

L’album vive nel contrasto dei suoni, nella dicotomia degli umori e delle atmosfere che fluttuano all’interno del magma post-rock. Tra le chitarre e i tappeti sintetici di questo disco, si muovono sonorità cangianti che dalla classica impronta del genere viaggiano verso visioni ambient, distorsioni math rock, flussi slowcore e shoegaze, tra attimi rarefatti, inquietudini pregne di rumori esili e oscurità ritmica.

Loop, beat e feedback, divagazioni dolci e scure destrutturazioni, lambiscono l’intero disco a partire da ‘Two Clocks’, dal caratteristico impianto post-rock. La “titletrack” plana su intense meditazioni sonore, mentre ‘Blackbird‘ muta e si plasma nel getto sintetico e distorto del suono. ‘Circus’ è costruita su un’elegia dolce e spettrale. ‘Peel Me An Orange‘ è la disperazione in musica, stridente sul suono stesso. ‘Somewhere To Wait’ ha echi dal sapore filmico e le tenebre calano su ‘Perfume’. A chiudere l’album ci pensano i deserti di ‘Accross The Road’.

C’è una vasta gamma di sentimenti all’interno di questo disco, un mondo dal sapore cinematografico e dall’animo noir. “Memory Thirteen” dimostra come a volte non servano le parole per creare uno splendido cosmo di umori in balia di luce e buio, carne e spirito, veglia e sonno, sogno e incubo, contemplazione profonda e distorsione. Basta il suono per vivere un’esperienza notturna, attraversando il pensiero stesso a occhi chiusi.