Miscellaneous experience
Il lavoro dei Dirty Set si condensa in otto tracce sperimentali solo chitarra/basso/batteria, dove la perizia tecnica dei tre è preponderante e l'estro creativo gli apre vie che ad altri sarebbero precluse
Sono in tre ma non sono i Dirty Three, sarebbe troppo, bensì solo “Set”. Il paragone con la storica band australiana di Warren Ellis ci sta anche perché pure loro sono strumentali, però i riferimenti sonori non potrebbero essere più diversi.
Le influenze qui spaziano tra funk, rock e jazz, e il combo piemontese cerca in ogni modo di fuggire dai tradizionali standard armonici e melodici, facendo appello a tutte le risorse e all’inventiva di cui certo non difettano.
La loro miscellaneous experience si condensa in otto tracce sperimentali solo chitarra/basso/batteria – tra le quali una cover di Miles Davis, So What – dove la perizia tecnica dei tre è preponderante e l’estro creativo gli apre vie che ad altri sarebbero precluse


