Emergenti 16 Marzo 2011

Modus Operandi

Ottimo equilibrio tra giusta pesantezza e una bizzarra, spiazzante bellezza: il grande ritorno dei napoletani Nameless Crime con una formazione e un sound rivoluzionati.

Artista
Nameless Crime

Una valida thrash metal band, influenzata (ma quale metallaro degno di questo nome non lo è?!) dalle sonorità feroci della Bay Area, promettente, ma ancora alla ricerca della propria identità: ecco come qualche tempo fa commentavamo la prova dei partenopei Nameless Crime nel loro ”Law and Persecution”.
Se il suggerimento era quello di continuare a lavorare alla ricerca di un sound personale, va detto che i Nameless Crime – o meglio Raffaele Lanzuise, bassista e unico membro superstite della formazione già nota alle cronache – ci hanno preso alla lettera: eccoli infatti di ritorno con una nuovissima line-up, che include Maddalena Bellini alla chitarra, Dario Guarino alla voce, Dario Graziano (ex batterista dei “vecchi” Nameless Crime) alle tastiere e Daniele Ciao; ma, soprattutto, con una proposta musicale completamente rivoluzionata, tanto da poter affermare che quella che recensiamo oggi è una band totalmente diversa da quella che ricordavamo…
In senso, si intende, assolutamente positivo: i Nameless Crime non rinnegano le radici thrash/death (e ci mancherebbe altro), ma i toni di questo ”Modus Operandi” appaiono nettamente più crepuscolari rispetto a quelli di “Law And Persecution”. I Nameless Crime “thrasher” erano bianco e nero, giocavano di contrasto e di shock; questa volta la loro musica assume le tonalità di una gamma vastissima di grigi, che vanno da plumbei e minacciosi (”Feedtime”, “Tested”, “Season Of The Grey”) ad impalpabili (”Sleepwalking”) e cristallini (”Unsigned”, brano ricco di alternanze piano-forte che rivelano una maggiore influenza progressive). Hanno, insomma, trovato un ottimo equilibrio tra la giusta pesantezza e una bizzarra, spiazzante bellezza. I primi nomi che affiorano alla mente sono Nevermore, Tool e, perché no, anche Meshuggah: il che fa capire che, pur non essendo, un album diretto ed immediato, “Modus Operandi” è in grado di regalare forti emozioni. Una menzione di merito va agli eclettici riff della Bellini, al cantato incalzante di Guarino, e ai testi, ambigui e imprevedibili come si addice a questo nuovo sound.
Bentornati ai Nameless Crime, quindi, e anche se sembrano aver finalmente trovato se stessi, li incoraggiamo ad insistere nella loro ricerca sonora, che fin qui ha dato risultati eccellenti!