Italiani 4 Marzo 2026

“Mondi”

Se potessi pensare ad un brano “manifesto” di Freakybea in questo suo nuovo disco “Mondi” direi che la prima traccia “Mai più di così” sia perfetta. Glissati e giochi di voce che sfoggiano una padronanza ed una intonazione potente e sotto ogni controllo.

Artista
Freakybea

Se potessi pensare ad un brano “manifesto” di Freakybea in questo suo nuovo disco “Mondi” direi che la prima traccia “Mai più di così” sia perfetta. Glissati e giochi di voce che sfoggiano una padronanza ed una intonazione potente e sotto ogni controllo. Elettronica leggera che sa di futuro ma che sa anche di un gusto retrò che un poco – a me personalmente – mi rimanda a certi anni ’90. E poi il disco continua senza maschere e senza filtri regalandoci anche perle di pop rock come “Sono tornata” (belle le linee di basso), dove la chitarra elettrica quasi si fa epica e apre su vallate incontaminate quando entra la voce (e qui i nostalgici rimandano questa struttura a ricordi adolescenziali di “Angelo della nebbia” di Ligabue nella versione acustica di “Giro d’Italia”). E poi, a proposito di quel gusto retrò, mettiamo mi circolo “Settembre” che dentro la modulazione in settima della strofa e complice anche un timbro di voce importante, ci ricorda le bellissime annate di tutte le regine della canzone pop d’autore italiana. La radio, i suoi cliché, il sex appeal del soul e del funk e quelle chitarre che ovviamente fanno pensare a Nile Rodgers di “Sottovoce” – forte anche di un inciso che ha quella forza devastante di quando un ritornello parte “frenato” da modi in minore… le grandi città, le multinazionali, urbanizzazione e futuro dentro la title track che mai deve tradire l’inferiorità dell’essere umano: “Mondi” nel suo complesso è così, denso di macchine e di suono suonato, dove le due cose si mescolano e dove sempre l’artista detta regole e personalità. Non sarà il disco della svolta, non è un disco di rivoluzione ne un disco di nuove scoperte. Fa i compiti a casa, quelli del pop… ma li fa assai bene.