Italiani 29 Gennaio 2014

Multiverso

Musica “multiverso”, evocativa ed intensa, dove la sperimentazione è la chiave, che porta inevitabilmente l’ascoltatore a scoprire un mondo sospeso fra il reale e l’onirico.

Primo lavoro in studio per la band campana Grammophone. Ascoltando questo debutto mi sono venuti subito in mente luoghi sconosciuti, grandi foreste ed immensi deserti lunari. Le atmosfere e le melodie rimandano ai Radiohead e ai Muse (è un complimento, ovviamente!).
Malinconia e dolcezza si fondono in un tutt’uno, fra ballate sognanti ed electro-rock sperimentale. 10 tracce ben costruite, la voce di Felice Calenda, soffice e calda come una coperta ma inquieta al tempo stesso si inserisce perfettamente nel mood del disco.
La musica dei Grammophone è “multiverso”, evocativa ed intensa, dove la sperimentazione è la chiave, che porta inevitabilmente l’ascoltatore a scoprire un mondo sospeso fra il reale e l’onirico.
Ora possiamo dirlo: la musica non si è fermata ad Eboli.