Indie 7 Febbraio 2002

Musings of a Creekdipper

Ci vuole un po’ per entrare nel mondo di Victoria Williams.....

Etichetta
Atlantic

Ci vuole un po’ per entrare nel mondo di Victoria Williams. Ci vuole un po’ per capire queste brevi canzoni colorate di tinte così tenui da sembrare trasparenti. E ci vuole un po’ per adattarsi alla voce graffiante, a volte quasi stridula, di chi le canta. Però alla fine è possibile che ci si innamori di questo disco, ascolto dopo ascolto, senza neanche bisogno di sapere che Victoria Williams, quasi dieci anni fa, è stata colpita dalla sclerosi multipla. Tra le dodici tracce ci sono pezzi che assomigliano a filastrocche come Hummingbird, altri che virano verso il jazz come Allergic boy, altri ancora più vicini al blues come Tree song e anche brani country come Kashmir’s corn. In ogni caso Musings of a Creekdipper è un disco riflessivo e intimista attraverso cui Victoria Williams sembra voler avvicinarsi al segreto della vita fino a penetrarlo in ogni sua emanazione. La sua ricerca si orienta dapprima verso la natura attraverso piante e animali, poi si concentra sull’uomo e i suoi piccoli gesti quotidiani e infine termina con la magia della morte, con Blackbirds rise, concepita proprio in un cimitero.