Emergenti 30 Maggio 2013

Narcisi Geishe

A parte qualche piccola eccezione, taglienti e ficcanti risultano essere le musiche e gli arrangiamenti. Non meno diretti ed espliciti i testi, rigorosamente in italiano e a dir poco pragmatici nelle singole chiavi di lettura.

Etichetta
Goodfellas

Quando si ha la possibilità di incidere il proprio album d’esordio in un delizioso, nonché attrezzatissimo, studio come il Clivo di Roma e di potersi avvalere in fase di missaggio e di mastering dell’apporto più che prezioso di veri e propri pilastri della musica indipendente italiana come Tommaso Colliva e Giovanni Versari, i presupposti per dare alla luce un buon lavoro ci sono tutti.
Al di là di ciò, al di là dunque dei benefici che tali fattori possono sicuramente apportare, è indubbio che per la discreta resa di un Lp siano quanto mai necessarie una forte coesione ed una enorme pazienza tra i componenti di una band, specialmente riguardo gli intenti di base e gli obiettivi da raggiungere. Contemplando con attenzione la lunga gestazione che ha contraddistinto le registrazioni del primo disco dei Naphta Narcisse è chiaro che, almeno nel caso loro, non sia mancata di certo l’unione giusta per avvicinarsi il più possibile a quell’idea di suono e di taglio stilistico che i cinque musicisti romani si erano prefissati nel periodo di scrittura.

Un album molto ponderato quello che Le Naphta Narcisse (progetto capitanato da Mirko “Caster” Marzolo e in attività già da parecchi anni) hanno ufficialmente dato alle stampe per Goodfellas ad inizio maggio. ”Narcisi Geishe” consta di una dozzina di canzoni musicalmente connotate in maniera alquanto elettrica e graffiante, tendenti, in quanto a genere, all’alternative e allo stoner più grezzi. Se, a parte qualche piccola eccezione, taglienti e ficcanti risultano essere dunque le musiche e gli arrangiamenti, non meno diretti ed espliciti si possono considerare i testi, rigorosamente in italiano e a dir poco pragmatici nei punti di vista e nelle chiavi di lettura. “Narcisi Geishe” è stato anticipato dal singolo Love Injected, sesta traccia in scaletta e, al pari di pezzi come Merilyn Globetrotter e Libero De Rubo, di sicuro una di quelle maggiormente spigolose per quel che concerne il sound.
Della produzione si è occupato quasi solo ed esclusivamente il chitarrista Daniele “il Mafio” Tortora, eccezion fatta per i brani Lucy Majorette e Il Mio Avvocato, in cui si scorge lo zampino del già citato Tommaso Colliva.

Non è un lavoro immediato “Narcisi Geishe”, anche se poi a livello di coerenza musicale non sembra fare una grinza: ci vuole infatti un po’ di tempo per inquadrare bene il mood generale dei brani, le cui solide e massicce basi non sempre finiscono per coincidere con un cantato esplosivo, il più delle volte tendente a farsi straniante e non prevedibile con le singole peculiarità delle musiche.
Sicuramente più che sufficiente il risultato finale anche se, in fin dei conti, non si riscontra in pieno quell’acidume e quella potenza sonica che la band riesce invece a sprigionare puntualmente on stage. Curioso sarà vedere se, già a partire dal successore di “Narcisi Geishe”, Marzolo & Co. riusciranno a fornire un taglio più live possibile alle proprie composizioni.
Per il momento è comunque consigliato l’approfondimento di questa raccolta di canzoni, la cui buona qualità complessiva è senz’altro indiscutibile. Insomma: si potrà fare di meglio, si potrà produrre materiale dalle sonorità più viscerali, ma, ad oggi, “Narcisi Geishe” è tutt’altro che da snobbare.