Nothing To Say
Un disco che consigliamo caldamente di ascoltare e di acquistare, magari dopo un loro concerto, dato che questo gruppo dà l’impressione di doversi comportare davvero bene dal vivo.
- Artista
- Mondayish
- Etichetta
- Alkemist Fanatix
Un disco nero con il disegno in copertina di una balena bianca, stilizzato e semplice. Sotto il quale è posizionata la scritta Mondayish. Sul retro, scritto minuscolo, quasi non abbia importanza, un titolo eloquente ed esplicativo: “Nothing To Say”.
Non c’è dubbio che graficamente questo gruppo incuriosisca per l’efficacia e l’eleganza nichilista (quasi supponente) della presentazione grafica, che ti porta a prendere in mano il disco e dargli una sbirciata. Quando poi lo metti nello stereo ti rendi conto che questi tre ti hanno davvero fregato, che hanno ragione ad essere supponenti, perchè meritano di essere scelti e ascoltati prima di altri.
I Mondayish parlano grunge. Un grunge che richiama la Seattle degli anni ’90 dei Nirvana e sonorità di gruppi come Bush, Soundgarden e anche un po’di Smashing Pumpkins. Un grunge intenso, caldo, potente e sfrenato.
Questo trio di Milano ha dato vita ad un disco che non stanca e si lascia ascoltare interamente con molto interesse. Distorsioni corpose di chitarra che dispensano riff dalle sonorità acri e violente, ottime linee di basso avvolgenti ed energiche e una furiosa batteria costituiscono un corpo musicale che sembra vagare per scenari industriali di province desolate e noiose, urlando la propria desolazione attraverso una voce ruvida e dissacrante che richiama molto il vecchio Cobain e il buon Gavin Rossdale.
Nichilisti, rabbiosi e spuri, i Mondayish esprimono il loro dissenso attraverso i dodici pezzi di questo album metropolitano ed ostile che si presterebbe benissimo come colonna sonora di film anni ’90 sulla scia di ”Strange Days”, con quel sapore underground, retrò e vagamente apocalittico.
Un disco che consigliamo caldamente di ascoltare e di acquistare, magari dopo un loro concerto, dato che questo gruppo dà l’impressione di doversi comportare davvero bene dal vivo e dato che il grunge è un genere troppo alto per non ascoltarlo dentro locali fumosi e poco luminosi e con volumi improbabilmente alti. Cercateli, sarete contenti di scoprirli.


