Novadeaf
Lento e dolce, accompagnato e mai viziato il pop-rock dei Novadeaf seguito da un caffè in tazza bollente prende sapore d’intimità domestica quella da cercare e ricercare nel silenzio di un giorno che dopo non sarà più qualsiasi.
- Artista
- Novadeaf
- Etichetta
- Alkemist Fanatix
Un anno solamente dall’esordio ce ne ricordiamo ancora di The Youth Album, Federico Russo e compagnia, vuoi per quel rock forgiato con stile o per l’intensità di testo e partiture quelle che si fissano indelebilmente negli scritti più recenti del promo che inaugura il percorso iniziato con l’Alkemist Fanatix Europe.
Cinque tracce solamente e un carico di atmosfere qui ”Axolotl” per ritornelli e melodie pure prestate a batteria e chitarre, là ”Come What May quasi per solo piano e voce a cui aderire sogni madreperlati di malinconia.
I ritmi lenti introducono poi la terza ”Man On Fire che disperata si lascia scivolare addosso delay, ovattati incontri per batteria e seconde voci. Decisamente più arrabbiata ”Fall From Grace Together” per lo più giocata per basso, batteria e chitarra di un incalzante rock ad effetti ed infine le chiusura ai sei minuti e ventotto di ”Anintruder” narcolettica e filtrata da principio ma di un amabile esplodere poi.
Lento e dolce, accompagnato e mai viziato il pop-rock dei Novadeaf seguito da un caffè in tazza bollente prende sapore d’intimità domestica quella da cercare e ricercare nel silenzio di un giorno che dopo non sarà più qualsiasi.


