Novelle dell’Altrove
Un piacevole guizzo nel passato tra atmosfere medievali, personaggi fiabeschi e fisarmoniche parigine. In “Novelle dell’Altrove” Antonino di Cara veste i (buoni) panni di un giovane trovatore dei nostri tempi.
- Artista
- Antonino di Cara
- Etichetta
- Garage Records
Al suo secondo album dall’esordio nel 2010 con il cd intitolato “Novelle in RE e Rem” successivo alla vittoria del concorso ‘Ritmi globali Europei’, Antonino di Cara offre agli amanti del folk un lavoro alquanto interessante e non privo di originalità. L’atmosfera popolare e agreste di “Novelle dell’Altrove” si annusa già dalla copertina dell’album: colori caldi e una vecchia cascina dinanzi alla quale vengono immortalati tutti i protagonisti delle curiose Novelle.
In effetti, ascoltando la sequenza di tracce, sembra di riscoprire un mondo perduto, a metà strada tra la fantasia e la realtà e popolato da personaggi mitici, dimenticati e solitari, inquieti per la ricerca di significati o desiderosi di far conoscere la propria storia: vite di marinai, soldati, viandanti, frati ecc. si intrecciano con semplice genuinità in una sorta di Decameron in versi in cui i testi scivolano veloci e la scrittura è fluida, ben articolata e agganciata al ritmo.
Sebbene i brani non brillino per straordinarie doti canore o estensioni vocali – non particolarmente richieste dal genere – la vera peculiarità dell’album risiede negli ottimi arrangiamenti, nei ritmi vivaci e nell’uso raffinato di uno strumento “popolare” ma spesso tristemente trascurato dal panorama musicale odierno: la fisarmonica che, con le sue sonorità, è capace di catapultare illusoriamente l’ascoltatore lungo i Boulevards parigini e le viuzze di Montmartre.
Insomma, di Cara e i suoi compagni hanno dato buona prova della loro sensibilità musicale e “Novelle dell’Altrove” è un album ben cesellato che merita un ascolto attento.


