One Mile Away
Un album che si caratterizza per un “interplay” quanto mai efficace e che - al tempo stesso e suo modo - rispetta la tradizione. Atmosfere tipiche di certo “free jazz” procedono insieme a passaggi armonici più classici, dove viene mantenuto il senso della melodia.
- Artista
- Stefano Battaglia
- Etichetta
- EMME Record Label
- Anno
- 2026
Nuovo album per Stefano Battaglia, un contrabbassista e compositore italiano residente a New York. Dopo essersi laureato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e al Conservatorio Morlacchi di Perugia, il talentuoso musicista si è diplomato anche al Berklee College of Music di Boston, negli Stati Uniti e ha completato un “master” presso il Berklee Global Jazz Institute di Boston.
Ha suonato con artisti come George Garzone, Dave Kikoski, Benito Gonzalez, Bob Moses, Don Cherry e Terry Riley e si è esibito al Newport Jazz Festival, alla Carnegie Hall e al Lincoln Center a New York e in tanti altri posti ancora.
Questo suo nuovo album si intitola “One Mile Away” ed è stato registrato insieme ad alcuni nomi nuovi del panorama jazzistico statunitense, tutti musicisti di grande talento quali Milena Casado, al flicorno, Morgan Guerin, al sax tenore, Roberto Acosta, al pianoforte e Avery Logan, alla batteria. Abbiamo a che fare con un disco di “modern jazz”, aperto a nuovi linguaggi e ricco di una energia positiva.
Un album che si caratterizza per un “interplay” quanto mai efficace e che – al tempo stesso e suo modo – rispetta la tradizione. Atmosfere tipiche di certo “free jazz” procedono insieme a passaggi armonici più classici, dove viene mantenuto il senso della melodia.
Molte composizioni sono state scritte in quintetto, ma non di rado il contrabbasso assume un maggiore rilievo e Stefano Battaglia ne assume il controllo totale ricorrendo a tecniche specifiche, quali l’utilizzo dell’archetto, il pizzicato di armonici, il ricorso ad una “tape machine” o all’effetto “delay”. Ci sono piaciuti molto brani come “Under Construction”, “A Bushwick Tale”, “Prelude For A Day Of Light”, “Waiting For What?” e anche la conclusiva “RAGA (Perspective of the things that slowly move over a different time).


