Indie 7 Gennaio 2014

Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey!

“Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey!” torna a spruzzare di melodia il repertorio di Collins e soci con un tributo alla musica bubblegum

In un articolo di una decina di anni fa pubblicato su Extra!, la recensione della raccolta If You Don’t Already Have a Look, il sottoscritto lodava l’anima squisitamente pop dei Dirtbombs che traspariva da alcune delle canzoni in scaletta. Un’eresia, probabilmente, per tanti dei fan delle scorribande musicali di Mick Collins a base di rasoiate chitarristiche e ritmi tribali, dai Gories in poi, che però viene riconfermata dal nuovo album del gruppo.

Dopo l’omaggio reso alla black music col fenomenale Ultraglide In Black (2001), e il meno riuscito Party Store (2011), triplo LP dedicato alla techno di Detroit (senza dimenticare cover di artisti quali Sparks, INXS e Suicide disseminate su singoli ed EP), Ooey Gooey Chewy Ka-Blooey! torna a spruzzare di melodia il repertorio di Collins e soci con un tributo alla musica bubblegum.

Inanellando un brano orecchiabile dopo l’altro, con pezzi come Sugar On Top, Crazy For You, It’s Gonna Be Alright, Jump And Shout e Sunshine Girl i Dirtbombs offrono un party album godibile, lontano dall’asprezza a cui ci hanno abituati, arricchito da un’insolita incursione nel territorio delle ballate elettroacustiche (The Girl On The Carousel) e da bizzarri rimandi alla produzione di Brian Wilson (ringraziato nel retrocopertina) nella Sunshine Suite.

Gli integralisti del lo-fi se ne tengano alla larga!