Ordinary Heroes
Il progetto Breakfast unisce una musica
fondamentalmente lo-fi che pesca a tutto tondo; dal folk al rock e
anche a certo pop psichedelico...
Per chi non conoscesse i Breakfast, sappia che è il collettivo dietro il quale
si nascondono Maurice Andiloro ed Enrico Decolle, il primo fonico presso le
Officine Meccaniche di Mauro Pagani che ha lavorato con Afterhours, Verdena e
tanti altri ancora mentre il secondo è un apprezzato autore di canzoni
che ha lavorato con gli Alias. Il progetto Breakfast unisce una musica
fondamentalmente lo-fi che pesca a tutto tondo; dal folk al rock e
anche a certo pop psichedelico – non a caso l’artwork riprende “Pet
Sounds” dei Beach Boys – che non fa che confermare quanto di
buono era stato espresso dall’esordio omonimo e l’ottimo remix
di “Varanasi Baby” degli Afterhours, trasoformata in un
tagliente brano rock stile madchester.
“Ordinary Heroes” viaggia quindi tra richiami psichdelici cari a Syd Barret e
gusto per la melodia tipicamente beatlesian-wilsoniano, producendo 10 canzoni
gradevoli tra il Beck di “Sea change” e gli Sparklehorse, in quanto anche la
vena lo-fi viene accentuata (soprattutto in canzoni come “Let me be”). C’è
spazio anche per degli accenni indie come il singolo “Carry on” o un
tributo come “Chocolate for the prize” (ma in fondi chi non è rimasto
profondamente colpito da “Tomorrow never knows”?).
Alla fine dell’ascolto, “Ordinary heroes” dei Breakfast non lascia rimpianti
risultando un disco eterogeneo frutto di una ricerca ben riuscita e ben prodotta
nell’intento di mescolare alcune intuizioni del passato con i suoni più
contemporanei, risultando così non certamente imprescindibile, ma
sicuramente un buon ascolto carico di qualità.


