Origami
Il quinto disco dell’artista partenopeo nasce da un volontario periodo di isolamento ma viene suonato e divulgato insieme ad un lungo elenco di eccezionali interpreti
- Artista
- Joe Barbieri
- Etichetta
- Microcosmo Dischi
Dopo due anni dal precedente Cosmonauta da appartamento Joe Barbieri pubblica il suo quinto lavoro che raccoglie undici morbidi inediti scritti e arrangiati in completa solitudine ma suonati insieme ad artisti di caratura internazionale come il batterista Sergio Di Natale, il violoncellista Stefano Jorio e Paolo Fresu. Il titolo è stato scelto con molta oculatezza perché raccoglie in una sola parola le tante caratteristiche che lo stesso autore ha inteso profondere nei brani: vulnerabilità e bellezza, rigore e sostanza, accettazione e cambiamento, densità e leggerezza.
Il disco mantiene il suo spirito folk dall’inizio alla fine con una voce sussurrata (quasi da crooner) e arrangiamenti delicati che esaltano il lato intimista. Si comincia con la bossa nova di Un Posto Qualunque e si procede con lo swing infarcito di manouche (Una Tempesta In Un Bicchier D’Acqua) fino a sfiorare venature jazz (Una Cicatrice Ed Un Fior). Il fiore all’occhiello è Rinascimento, un bolero molto intenso che si avvale della tromba tenue e riservata di Paolo Fresu.
Dopo aver collaborato con la stella cubana di Buena Vista Social Club Omara Portuondo e con moltissimi artisti italiani tra cui Gianmaria Testa, Fabrizio Bosso e Stefano Bollani, Joe Barbieri dimostra nuovamente di essere apprezzatissimo dal suo pubblico ma anche e soprattutto dai suoi colleghi musicisti che con grande entusiasmo accettano in ogni occasione di suonare le sue canzoni.


