New Releases 11 Ottobre 2004

Palookaville

C'è di nuovo che invece dei campionamenti, per questo disco Norman Cook ritorna ad utilizzare veri strumenti musicali ma il marchio di fabbrica rimane lo stesso.

Artista
Fatboy Slim
Etichetta
Skint

Devo dire che, benchè non sia un gran amante del genere, questo disco mi ha lasciato un impronta positiva.
Mi ha colpito la varietà di generi che probabilmente mancava in « Halfway Between The Gutter And The Stars ». Infatti, in quest’ultimo, lo stile predominante era una certa forma di house, perfetto per le discoteche un po’ raffinate, includendo qualche « calmante » con la voce di Macy Gray.
Palookaville invece varia dall’allegra « Don’t let the man » alla energica e coinvolgente « Slash Dot Dash », dalle atmosfere da spiaggia di « Wonderful Night » alla spensierata « Put It Back Togheter », al vecchio stile ballabile di « El Bebe Mosquita » al raggae di « The Journey », per finire con la perfetta versione di « The Joker ».
È sottointeso che tutte le canzoni rimangono comunque segnate dall’inconfondibile marchio del artista che, nonstante la scelta di diversificare, continua a saperci fare (ballare). Con la spazzatura che attualmente viene prodotta tramite l’elettronica, e che ci viene proposta dalle radio e dai dance club come la musica del presente/futuro, questo CD (in ogni caso attualissimo) ci consola dimostrando che esiste ancora chi, anche senza strumenti tradizionali, riesce a creare vera musica.
La maggior parte dell’album può risultare piacevole anche a chi, come il sottoscritto, preferisce altre forme di composizioni, dunque lo consiglio a chi sa riconoscere e rispetta un bravo musicista, sconsigliato a coloro che hanno, come punto di riferimento, certi « preziosismi e ponti agostini ». Anzi, a pensarci bene lo consiglio anche a queste persone, sperando in loro un esame di coscienza musicale.