Popism (EP)
Cinque tracce che se un giorno prenderà anche a voi la crisi d'identità, potrete andarvi a rispolverare per ribadire i paletti che separano ciò che è giusto da ciò che è sbagliato
- Artista
- Earthset
- Etichetta
- Autoprodotto
“Popismo” ci mancava. Chiamasi così quella corrente di pensiero della critica musicale affermatasi di recente che tende a conferire dignità artistica alla musica pop/commerciale.
Una corrente che, se abusata, può portare a degli eccessi, tipo quello – in voga adesso – di ricomprendere nella musica “alta” gli 883 (…).
Earthset rispondono a tutto questo con un calcio nel culo a quegli opinion leader da social che postano un giorno sì e l’altro pure brani che un tempo li avrebbero fatti cagare, solo per il gusto di sembrare “anti”.
Il secondo EP dei bolognesi è un concentrato di quanto è più lontano dal concetto di “pop”: suoni sporchi, sfocati, dall’afflato noise/lo-fi giocato su distorsioni, riverberi, dissonanze e ritmiche serrate. Anche se poi al pop tendono pure loro, ma almeno è quello col prefisso “alt-“.
E poi col cantato in inglese si rischia ancora meno di sembrare melodici, perché sì, anche l’esterofilia fa parte del pacchetto ma non è sempre un male.
Cinque tracce che se un giorno prenderà anche a voi la crisi d’identità, potrete andarvi a rispolverare per ribadire i paletti che separano ciò che è giusto da ciò che è sbagliato


