Emergenti 12 Novembre 2024

Pyre Fyre

Album d’esordio per i Pyre Fyre, un gruppo molto determinato che pratica uno “stoner rock” oltre modo tonante e che è originario del New Jersey.

Artista
Pyre Fyre
Etichetta
Vina Records

Album d’esordio per i Pyre Fyre, un gruppo molto determinato che pratica uno “stoner rock” oltre modo tonante e che è originario del New Jersey. Il disco si intitola semplicemente “Pyre Fyre” ed è stato autoprodotto nello studio The Lily Pad di Jersey City. La band nasce come un “power trio” composto da Danny Keigh, al basso, da Dylan Wheeler, alla chitarra elettrica e da Mike Montemarano, alla batteria e alla voce.

L’album ricorda molto l’hard rock altisonante dei vecchi Mc5 ma, rispetto a quella band leggendaria, il suono dei Pyre Fyre è chiaramente influenzato da sonorità tipicamente “doom” e dal “grunge” di Seattle dei primi anni Novanta. Quando ci mettiamo all’ascolto di pezzi come “Hypnotize”, “Flood Zone”, “Wyld Ryde”, “Dont Drink The Water” “Cordyceps” e “Dungeon Duster / Ice Storm” sono evidenti le incursioni nello “speed metal” e nel “trash”. Tutto questo all’interno di un fragore che ricorda il caos primordiale, che mescola un approccio psichedelico con delle forme interessanti di rock d’avanguardia.

Un disco oscuro e a tratti inquietante, con una sezione vocale tenebrosa e forte, che offre il meglio su “Arachnophobia”. Un progetto coraggioso, stilisticamente non banale, un album adatto a quanti siano in possesso di stomaci collaudati, per esempio i fan di band come i vecchi Blue Cheer o Motörhead.

Da ascoltare al massimo del volume.