Emergenti 2 Marzo 2011

Quintetto Zizkov Ep

Le sonorità di questo EP traggono ispirazione dai cult-movie tra gli anni ’60 ed i ’90 con influenze etniche e pennellate di jazz; troppo breve ma complessivamente ben fatto

Etichetta
Kandinsky Records

Questo aperitivo a buffet del Quintetto Zizkov è gentilmente offerto dalla Kandinsky Records; cinque tracce strumentali, brevi quanto basta, di un ensemble musicale composto da chitarra basso batteria e sax, e praticamente nessuna voce.
Una sonorità che trae ispirazione da tutta una serie di (cult-)movie tra gli anni sessanta ed i novanta, tra il poliziesco dell’ ispettore Clouseau ed il pulp tarantiniano mischiato a influenze etniche: si tratta in sostanza di musica da poter incollare benissimo come colonna sonora a spezzoni di film di David Lynch senza accorgersi più di tanto dell’ intrusione. Melodie semplici ma efficaci, schizzi di jazz e basi di rock che si alternano e si intrecciano in un puzzle ben costruito.
L’ appoggio del sax in alcuni brani rende lo schema diverso dal solito, sensuale e guardingo nello stesso momento, quasi noir, come cosparso di una nebbia fine, fitta e umidiccia che solo a tratti si dirada e lascia intravedere le sagome. Continui cambi di marcia fanno rincorrere le emozioni; personalmente mi sono trovato di fronte a due sensazioni opposte nei vari ascolti: da un lato una sorta di soffocamento, di fuga da qualcosa o qualcuno che ti fa mantenere sempre l’ attenzione al massimo, dall’ altro invece un senso di imperturbabilità, uno stato di grazia perenne. Praticamente il tutto, ed il contrario di tutto, proprio come nei film del maestro Lynch.
Non chiedetemi cosa consigliarvi perché non c’è un brano che spicca più degli altri, ma con una durata di circa quindici minuti almeno un paio di ascolti li merita tutti.