Quore – Hidalgo Picaresco
Un'enormità di riff buttati un po' a caso all'interno di un disco che suona per 45 minuti sempre troppo uguale.
- Artista
- Codeina
- Etichetta
- Vacation House Records
Tra il buon vecchio grunge di Seattle e lo stoner-rock di Palm Desert; i generi di riferimento dei Codeina si intuiscono abbastanza chiaramente. Si formano nel 1998, a Milano, e nel 2010 esce il loro primo disco: “Quore Hidalgo Picaresco”.
Chitarra, basso e batteria; trio classico da rock’n’roll. Ci si aspetterebbe la vivacità dei Minutemen o l’energia dei Nirvana e invece ci si ritrovano poche idee, per la maggior parte confuse e sfruttate male. Un’enormità di riff buttati un po’ a caso all’interno di un disco che suona per 45 minuti sempre troppo uguale.
L’album parte con il feedback di ”Ridi Pagliaccio” e rimane tra svariati riff, ritornelli, strofe e sterzate di batteria sempre sulla stessa dinamica fino a ”Piorrea”, forse il pezzo migliore, che inizia con un intro alla Motorhead ma poi si perde anch’esso in inutili cambi di tema. ”La Eco” è un tentativo di ballata non riuscito. Il richiamo di “Bleach” dei Nirvana nella parte finale dell’album è anche troppo palese, mentre la conclusiva ”Tesla Vs Marconi” è uno strumentale con buone idee che, però, non riescono ad essere messe a fuoco.
I Codeina hanno ancora molto da imparare dai compaesani Ritmo Tribale, storico gruppo milanese di Stefano Edda Rampoldi e non sfruttano l’eredità lasciata dai Pixies al grunge e al rock in generale dagli anni ’90 in poi. La band di Black Francis, Kim Deal e co. riusciva ad essere incisiva ed aggressiva con pochissimi accordi, canzoni che duravano poco più di un minuto e semplici riff suonati in modo ipnotico. La complessità, nel rock, paga solo se istintiva e non se programmata.


