Libri/DVD 20 Luglio 2012

Ramones. Cretin Hop. Testi commentati

Miglior modo di parlare dei Ramones non riesco a immaginarlo

Artista
Pablo Echaurren
Etichetta
Arcana

Un artista figurativo, innamorato delle avanguardie storiche, trasposte in uno stile personalissimo che spazia dal fumetto alla pittura che scrive un commento ai testi dei Ramones? Si-può-fa-re. Non solo perché il buon (e bravo) Echaurren è da sempre malato di ramonite acuta, ma perché nell’opera dei Fast Four crede di ravvisare diversi elementi delle avanguardie artistiche di inizio secolo.

E non ha tutti i torti: già a prescindere dai Ramones, gran parte del rock, a partire già dal 1966, tanto più dieci anni dopo, all’epoca dell’esordio omonimo della band, era influenzatissimo dall’arte di fine Ottocento e primi Novecento: devo ricordarvi io le pose e le mises preraffaellite, miste a influssi indiani d’India e pellerossa, del flower power, l’influenza di suprematismo e Bauhaus nell’estetica dei Kraftwerk (che ebbero una bella hit in Usa con Autobahn, nel 1974: venticinquesimo posto nei 45 giri), quella di espressionismo, nietzscheanesimo, Neue Sachlichkeit sul Bowie da Hunky Dory a “Heroes”? E poi di New York, luogo dove si adoravano i poeti maledetti Rimbaud (Patti Smith) e Verlaine (Television), non parliamone nemmeno. E proprio a New York nacquero i Ramones e, si sa, certe cose sono nell’aria e si respirano. Quanto all’ignoranza conclamata, proclamata, esibita (“ignorance is bliss” avrebbero cantato i Ramones nel brano omonimo nel 1989), Echaurren ricorda giustamente che era dote preziosissima per le avanguardie di inizio secolo: lui cita Marinetti, io aggiungerei i dadaisti. Ma fermiamoci qua: perché questa è una spigolatura, in questo volume ricco di spunti (la lettura del punk e dei Ramones come reazione all’ampollosità intellettuale del prog e ideale ritorno alle origini del rock è rafforzata dalla cospicua messe di cover di hit degli anni 60 e di loro citazioni nei testi effettuata dai Fast Four).
La caratteristica più evidente di Ramones. Cretin Hop è invece un’altra: la sua qualità letteraria. Non è che ci sia molto da spiegare, nei testi dei Ramones: non si tratta certo di quelli dei Radiohead. C’è molto invece da celebrare: ed Echaurren manifesta tutto il suo amore per la band che ha inventato il punk con una prosa saltellante, sgambettante, briosa, festosa, ricca di rime e ritmi, tale da riprodurre il clima festoso di un disco o di un live dei Ramones. L’esaltazione festosa che prende alla spina dorsale e si comunica alle gambe riecheggia anche nel cervello e quindi nelle parole. Miglior modo di parlare dei Ramones non riesco a immaginarlo. Gabba gabba hey!