Emergenti 14 Giugno 2010

Raptus

“Raptus” riesce a far provare quel brivido, quel qualcosa dentro l’ascoltatore, che un’arte come la musica dovrebbe (sempre o quasi) trasmettere

Etichetta
CD autoprodotto

“Ci sono cose che si devono fare, i nostri obblighi quotidiani …”: già perché la natura umana crede di essere libera quando in realtà ogni giorno nessuno di noi può sfuggire a piccoli e grandi doveri. Con questa frase si apre il primo EP registrato dai “La Materia Strana”, trio di origine fiorentina, intitolato “Raptus”. La band riesce a coniugare in modo quanto mai efficace modernità e tradizione, pop e rock, sound eleganti ed energici.
A partire dalla prima traccia dal titolo “Gli Occhi”, ciò che spicca è la voce della vocalist del gruppo Francesca Messina: potente, incantatrice ed enigmatica, una voce che lascia il segno, che emoziona sin dal primo ascolto, riportando alla memoria voci raffinate della musica italiana quali Mina e Antonella Ruggiero.
L’indubbio talento vocale delle cantante viene sapientemente accompagnato dai testi( da sottolineare esclusivamente in italiano) e dagli arrangiamenti curati nei minimi dettagli, in modo tale che tutto è proiettato in un’altra dimensione: sperimentare sembra essere la parola d’ordine della band. Chi avrà l’opportunità di vederli live non ne rimarrà sicuramente deluso.
“Raptus” riesce a far provare quel brivido, quel qualcosa dentro l’ascoltatore, che un’arte come la musica dovrebbe (sempre o quasi) trasmettere; consigliato a tutti coloro che vogliono deliziare la propria anima.