Ritornare
Un disco che comunica sonorità e colori della cultura mediterranea, un lavoro generalmente acustico, che mescola sapientemente tradizione e innovazione, che mette insieme la dinamica del jazz con la ritmica dei suoni provenienti dalle regioni del sud, non solo italiane, ma anche dell’America latina
- Artista
- Enzo Favata
- Etichetta
- ECM Records
- Anno
- 2026
Un album di grande atmosfera che va ben oltre il jazz ed esplora – con grande classe e uno stile molto raffinato – la musica d’ambiente e la musica da camera. Si tratta del nuovo progetto di Enzo Favata, intitolato “Ritornare”, un disco che permette al noto sassofonista sardo di “tornare” a suonare con la formazione del 1999, il suo storico quintetto Atlantico.
Il gruppo quindi risulta composto da Marcello Peghin, alla chitarra acustica, da Salvatore Maltana, al contrabbasso, da Daniele di Bonaventura, al “bandoneón”, dal “mitico” U.T. Gandhi, alla batteria e da Enzo Favata, al sax soprano e al clarinetto. Purtroppo U.T. Gandhi è deceduto pochi giorni dopo la pubblicazione dell’album.
Un disco che comunica sonorità e colori della cultura mediterranea, un lavoro generalmente acustico, che mescola sapientemente tradizione e innovazione, che mette insieme la dinamica del jazz con la ritmica dei suoni provenienti dalle regioni del sud, non solo italiane, ma anche dell’America latina.
Il progetto viene poi arricchito da continui riferimenti letterari – come quelli a scrittori come Gabriel García Márquez e a Jorge Luis Borges – e dal ricorso all’improvvisazione, vista come una guida sicura per far rivivere nella mente sogni e visioni, memorie di viaggi e di incontri. Ci sono piaciute molto composizioni come “Tukuman”, “El Sur”, “Sine Nomine” e “Donde Nace El Viento”. L’album costituisce il debutto discografico di Enzo Favata per la prestigiosa etichetta tedesca ECM Records e il disco è stato registrato a presso i Bavaria Musikstudios di Monaco di Baviera, con la produzione di Manfred Eicher. Dedicato agli appassionati di musica jazz e anche a quanti apprezzano la nuova “ethno music”. Da ascoltare


