Sangue e Paillettes
Un trio che registra un esordio notevole. Intenso Sangue e Paillettes nasconde dietro una scorza dura e una personalità graffiante una straordinaria e disinvolta gestione narrativa!
- Artista
- Fraulein Rottenmeier
- Etichetta
- CD autoprodotto
Un nucleo estremamente scarno quello dei bresciani Fraulein Rottenmeier, in fondo per impadronirsi della scena non c’è bisogno di molto se si hanno buone idee, un certo piglio e del carisma.
Questo è il nostro caso, alzate i volumi e date ascolto a questo trittico, basso, batteria e voce, in ordine d’apparizione Mauro Comelli, Franco Bruna e Giorgio Laini e al loro biglietto da visita, un concept album in sette tracce dal titolo Sangue e Paillettes.
Non si adoperano certo a figuranti i Fraulein Rottenmeier, al contrario marcano l’esordio con un impronta stilistica ben delineata, spogliandosi di qualsiasi superfluo a favore di suoni robusti ed incisi, testi ermetici e diretti.
Gli orizzonti sono quelli di un buon rock alternativo scuola made in Italy le influenze nella voce e nei contributi più spiazzanti ricordano gli Afterhours, mentre gli schemi segnati da una sezione ritmica robusta brillante e audacemente sovversiva riesce a gestirsi le attitudini punk ma nello stesso tempo le dinamiche e le narrative più pop.
Il filo conduttore da Mal Mostruoso a La mia non Inesistenza è l’ipocrisia e la decadenza del mondo moderno a cui difficilmente trovare una via d’uscita, ottimi i vortici in corde ed eco al limite di psichedeliche claustrofobie Marie-Rose de Rien, i cambi umorali e i rituali percussivi in netto contrasto de La nostra Romantica ballata Pop e le suggestive o digressive elettricità suadenti di Persointraduzione .
Sorprendente come riescono a gestire l’evoluzione di ogni pezzo, a veicolare il suono senza ricorrere a chissà che mezzo e il tutto per uno svolgersi così naturale. Beh se volete un nome nuovo e tutto d’un pezzo segnate su Fraulein Rottenmeier, Sangue e Paillettes.


