Emergenti 15 Luglio 2009

Sangue e Paillettes

Un trio che registra un esordio notevole. Intenso Sangue e Paillettes nasconde dietro una scorza dura e una personalità graffiante una straordinaria e disinvolta gestione narrativa!

Etichetta
CD autoprodotto

Un nucleo estremamente scarno quello dei bresciani Fraulein Rottenmeier, in fondo per impadronirsi della scena non c’è bisogno di molto se si hanno buone idee, un certo piglio e del carisma.
Questo è il nostro caso, alzate i volumi e date ascolto a questo trittico, basso, batteria e voce, in ordine d’apparizione Mauro Comelli, Franco Bruna e Giorgio Laini e al loro biglietto da visita, un concept album in sette tracce dal titolo Sangue e Paillettes.
Non si adoperano certo a figuranti i Fraulein Rottenmeier, al contrario marcano l’esordio con un impronta stilistica ben delineata, spogliandosi di qualsiasi superfluo a favore di suoni robusti ed incisi, testi ermetici e diretti.
Gli orizzonti sono quelli di un buon rock alternativo scuola made in Italy le influenze nella voce e nei contributi più spiazzanti ricordano gli Afterhours, mentre gli schemi segnati da una sezione ritmica robusta brillante e audacemente sovversiva riesce a gestirsi le attitudini punk ma nello stesso tempo le dinamiche e le narrative più pop.
Il filo conduttore da Mal Mostruoso a La mia non Inesistenza è l’ipocrisia e la decadenza del mondo moderno a cui difficilmente trovare una via d’uscita, ottimi i vortici in corde ed eco al limite di psichedeliche claustrofobie Marie-Rose de Rien, i cambi umorali e i rituali percussivi in netto contrasto de La nostra Romantica ballata Pop e le suggestive o digressive elettricità suadenti di Persointraduzione .
Sorprendente come riescono a gestire l’evoluzione di ogni pezzo, a veicolare il suono senza ricorrere a chissà che mezzo e il tutto per uno svolgersi così naturale. Beh se volete un nome nuovo e tutto d’un pezzo segnate su Fraulein Rottenmeier, Sangue e Paillettes.