Second Rose
Il loro è un metal melodico, di facile ascolto ma con parecchie sfumature, tanti elementi che si fondono a creare qualcosa di estremamente diretto.
- Artista
- Domina Noctis
- Etichetta
- Black Fading Records
“La Signora della Notte”, ovvero i Domina Noctis, sono una band di Parma che nel 2005 ha raggiunto un buon pubblico con l’album d’esordio: ”Nocturnalight”. Il loro è un metal melodico, di facile ascolto ma con parecchie sfumature, tanti elementi che si fondono a creare qualcosa di estremamente diretto.
La band è formata da cinque componenti: abbiamo una voce femminile Edera, chitarra Asher, basso Azog, batteria Niko e per finire synth e piano Ruyen che dà una fondamentale nota distintiva allo stile di questo gruppo. Come ci suggerisce il titolo stesso ”Second Rose” è il loro secondo album ed è uscito nel 2008 prodotto da Cristiano Santini.
“Second Rose” contiene 10 brani che catturano chi li ascolta dall’inizio alla fine: un sound affascinante, una voce delicata, assoli ed elementi elettronici. Da notare che nessun brano supera i sei minuti: nessuna maratona infinita, ma un “assalto” diretto privo di inutili lungaggini musicali. Possiamo etichettarlo come album Gothic me-tal, ma non solo: ci sono accenni alla disco music degli anni ’80 ad esempio: in alcuni punti le tastiere ci fanno quasi venir voglia di ballare mentre le liriche per lo più si accostano alla narrativa fantasy.
Il primo brano: ”Electric Dragonfly” ci fa capire subito con che cosa abbiamo a che fare aprendo con suoni elettronici d’impatto. ”Into Hades” ha una lirica interessante: ,riprende il mito di Orfeo, è Euridice a parlare e a chiedere a Orfeo la sua guida verso l’uscita dall’Ade.
Potenti “flash” di chitarra e veloci ritmi di tastiera ci trasportano all’interno del mito. ”Lamia” è un brano molto ben strutturato, che trasmette diverse emozioni data la sua varietà di sonorità ma che è allo stesso tempo uniforme. Se volete sentire qualcosa di ancora più fedele al metal c’è ”Sisters in Melancholy”, dove la batteria alterna ritmi serrati a ritmi più tranquilli. ”Exile” è il pezzo più rilassato e melodico dell’album, in cui riconosciamo accurati riff e un notevole assolo di chitarra.
Infine citiamo le due cover incluse in “Second Rose”: ”Because The Night” di Patty Smith e ”Bang Bang” di Cher, da cui potete capire a cosa mi riferivo nel dire che ci sono accenni di disco music, influenze diverse che mescolate assieme come si deve, danno un buon prodotto finale: vario, semplice e d’impatto.


