Emergenti 24 Novembre 2010

September Of The Broken Hearts

Solo quattro brani per questo EP, nel quale vi accompagneranno la carezza del vento autunnale e lo scricchiolio delle foglie secche a terra

Artista
Bandage
Etichetta
CD autoprodotto

Se qualcuno avesse voglia di assaporare appieno l’autunno, camminare lungo viali spogli, sentire il vento che scuote i rami e schiacciare le foglie secche che scrocchiano come Crik Crok (che goduria che si prova), consiglio di aggiungere anche l’ascolto di ”September of the Broken Hearts”, ultima fatica autoprodotta in formato EP dei novaresi Bandage.
Si tratta di una brezza leggerissima di quattro brani per poco meno di diciassette minuti, praticamente il tempo di una puntura, che però bastano a dimostrare il vigore e la passione di questo “power-trio”, si dice così ormai.
Vivisezionando l’EP, questo segue due strade diverse ma ad incastro fatte di melodie pop e acide, noise e rock, semplici e aggressive: tra i due percorsi, giudizio personale, i Bandage dimostrano qualcosa in più quando tengono il freno a mano tirato, più bucolici e soft ma non troppo zuccherosi.
“September of the Broken Hearts”, canzone d’ apertura, potrebbe essere un bel biglietto da visita sulle capacità musicali e vocali della band, con quell’ aria da polaroid sbiadita dal tempo che passa; una menzione particolare per “Riverman”, la migliore, che suona molto noise, e fa centro con il motivetto che sorregge un bel riff.
I due brani centrali sono invece più grezzi, in stile Dinosaur Jr.: “Lokum” è un graffiante sonetto indie-rock con schitarrate da ko ed accelerazioni vocali oltre ad una intro tarantiniana degna di nota, mentre con “Fantom” ci si potrebbe sbizzarrire in un virulento headbanging a ritmo di chitarre heavy.
Chiunque volesse contestare questa recensione può farlo liberamente, stavolta non ci sono scuse: il disco è in free download su www.bandagerock.net sotto licenza Creative Commons.