Emergenti 28 Maggio 2019

Seven Days a Week

La musica del duo di Latina ci spacca testa e timpani. È un disco molto maturo questo “Seven Days a Week”, maturo nella sua distorsione, nella sua alterazione dell’anima di chi lo ascolta, nel suo compromesso spasmodico tra post rock, hardcore e metal. Ci sentiamo quasi nudi ascoltando le tracce dell’album, ci sentiamo svelati nell’animo, ci sentiamo soli. È un colpo al cuore e alla pancia, una rivelazione di noi stessi. L’album merita sicuramente, ma state pronti a lasciarvi sconvolgere in tutto il corpo

Artista
All Against All
Etichetta
Selva Elettrica

Non è affatto difficile seguire gli All Against All nel loro viaggio allucinatorio. Basta prendere dell’mdma o un acido di quelli buoni e ci si ritrova subito catapultati in un mondo fatto di visioni, allucinazioni, fantasmi, elefanti viola. Una specie di paura e delirio a Las Vegas.

Gli All Against All si buttano su un rock sperimentale/ post rock/ harcore. È uno sbomballamento di neuroni, che vengono centrifugati da questa musica e dalla voce del cantante, che sono una miscela esplosiva di rock, metallaro al punto giusto. Questo disco svela il segreto di stare fatti, svela le meraviglie di un trip di quelli forti, svela la stranezza delle allucinazioni che ne derivano, svela la chimica di un cervello devastato.

Perché non si potrebbero definire diversamente gli All Against All, se non un gruppo di ragazzi devastati dalla droga e dal troppo alcol, dagli stravizi. Ma il disco merita l’ascolto. Ci troviamo in una discoteca, abbiamo preso acidi e ci abbandoniamo alle visioni che ne derivano. Cominciamo a sudare forte, a tremare, a vederci doppio.

E in tutto questo la musica degli All Against All ci spacca testa e timpani. È un disco molto maturo questo Seven Days a Week, maturo nella sua distorsione, nella sua alterazione dell’anima di chi lo ascolta, nel suo compromesso spasmodico tra post rock, hardcore e metal. Ci sentiamo quasi nudi ascoltando Seven days a week, ci sentiamo svelati nell’animo, ci sentiamo soli. È un colpo al cuore e alla pancia, una rivelazione di noi stessi. L’album merita sicuramente, ma state pronti a lasciarvi sconvolgere in tutto il corpo.