Rock 30 Settembre 2016

Shadowbox

Un lavoro piacevole che guarda al passato attualizzandolo. Un pò Riot Girl e un pò maghe, scandagliano le maglie del suono con la semplicità di un incanto, fatto di malinconia sognante e potente carica rivelatrice.

Il grunge da Seattle si trasferisce a Perugia con le Vivienne The Witch (Greta Fuso, Lucrezia Peppicelli e Caterina Fuso). In ”Shadowbox”, mescolando le anime di Babes In Toyland, Hole ed L7 a impercettibili spiriti shoegaze e noise, la “strega Vivienne” ammalia con dei suoni che affondano i loro artigli nelle camicie a quadri di flanella degli Anni Novanta.

L’album è così un alternarsi di graffi sonori spigolosi e incantesimi ritmici più morbidi e diradati, tra riverberi e fascinazioni nebulose. Un sound essenziale, ma penetrante e carico di tossicità grintosa, aleggia tra i brani che lambiscono l’energia sghemba (Strange Day, Bad Dog, Dreams And Pain) e i caleidoscopi ruvidi e ipnotici (Pussy Pussy Pussy), le durezze evanescenti (Reason Why I Laugh and Cry) e le suggestioni evocative e profonde (One Step to the River, Time).

“Shadowbox” è un lavoro piacevole che guarda al passato attualizzandolo. Le Vivienne The Witch, un pò Riot Girl e un pò maghe, scandagliano le maglie del suono con la semplicità di un incanto, fatto di malinconia sognante e potente carica rivelatrice.