Solum
Dalla musica classica all’indie rock, dal cinema al teatro: ecco da dove provengono le ispirazioni per questo disco d’esordio peculiare ma alla portata di tutte le orecchie
- Artista
- Matteo Bennici
- Etichetta
- Attraverso
Nell’opera Rossiniana il Barbiere di Sivigla Figaro si presenta elencando con orgoglio tutte le sue capacità sostenendo che un barbiere non deve limitarsi a tagliare barbe e pettinare capelli ma deve professare più di un mestiere e rivelarsi pronto a far tutto per diventare il factotum della città. Matteo Bennici sembra voler seguire questa strada: oltre a suonare il basso insieme a band importanti quali Le Luci Della Centrale Elettrica, Teatro Degli Orrori e Fine Before You Came, ha composto musiche per spettacoli teatrali e colonne sonore per il cinema dimostrando di essere un artista poliedrico e versatile.
Dopo tutto questo peregrinare finalmente ha trovato il tempo per comporre, suonare e produrre il suo disco d’esordio, composto da dieci tracce strumentali nelle quali il vero protagonista è il violoncello al quale fa da contraltare un accompagnamento di synth, loop e campionamenti elettronici. Detto così sembra un disco cervellotico, ostico e difficile; niente di più falso: Solum contiene dolci melodie sorrette da un’impalcatura elettronica in stile trip-hop che si sposano alla perfezione, ritmiche vorticose e soprattutto vari riferimenti cinematografici; le linee arabeggianti e le timbriche solari evocano infatti, le immagini di un documentario sui deserti; nei momenti più ritmati (The Exodus) sembra di assistere alle epiche cavalcate di Lawrence d’Arabia, mentre i brani più melodici sono perfetti per ispirare le danze di sensuali odalische (Electio) o di una conturbante Salomè (Hebi). I brani migliori arrivano verso la fine: la splendida Sider esprime il suo folk sotto forma di ritmi tribali e dolcissime melodie mentre la vigorosa titletrack chiude egregiamente l’ascolto.
Solum è un disco ispirato e pieno di idee con il pregio di proporre musica ricca e articolata che colpisce già al primo ascolto.


