Cinema 25 Novembre 2003

Sta zitto…non rompere

Nessuna morale nascosta dietro le scene del film di Veber, nessun significato recondito o simbolico.
Solo una commedia.

Artista
Francis Veber
Etichetta
UGC/Filmauro

Entro in un cinema di Milano e mi stupisco subito della sala semivuota: poco più di quindici persone in tutto. Eppure l’ingresso del multisala pullulava di gente. Mah! Avranno scelto tutti un altro film.
Mi siedo comodamente al centro e aspetto. Poco dopo inizia la pubblicità. Penso a quanto mi secca arrivare puntuale, penso all’orario appeso fuori nel cartellone pubblicitario, penso che la prossima volta me la prenderò con comodo.
Inizia il film di Francis Veber, penso a La cena dei cretini, all’Apparenza inganna e metto da parte il cattivo umore.
Uno straordinario Gérard Depardieu mi introduce nella vita di un folle, Quentin, che pur di non stare solo si fa prima sbattere in carcere e poi in manicomio.
Un Jean Reno in grandissima forma mi presenta Ruby, duro e violento, capace di qualsiasi azione, fuorché di liberarsi di Quentin.
I due danno vita ad una serie di fughe, di incontri e di contraccolpi, in cui il paradosso è la figura retorica dominante.
L’ingenuo e goffo Gérard Depardieu infatti, nella sua più totale e autentica pazzia, riesce sempre a tirasi fuori, per caso o per follia, dalle situazioni più incredibili e difficili, mentre Ruby nonostante la sua furbizia si ritrova sempre travolto da una serie di imprevisti comici e rocamboleschi. Attraverso brillanti dialoghi e una trama ben tessuta la commedia viene da sé.
Il film procede spassosamente e la sala riecheggia delle risate dei pochi spettatori. L’ironia di “Sta zitto…non rompere” è favolosa, brillante e spensierata.
Per un attimo mi torna in mente un cinema strapieno in cui si proietta un robot tutto muscoli pronto a combattere le battaglie più cruente. Caccio via questo pensiero. Perché rovinarmi un bel film!
Nessuna morale nascosta dietro le scene del film di Veber, nessun significato recondito o simbolico.
Solo una commedia. Metto via anche il pensiero del salatissimo biglietto che anche questa volta ho dovuto pagare.
Rido e mi diverto. Ammiro la prestazione di Gérard Depardieu, davvero bravo in qualsiasi parte interpreti.
“Sta zitto…non rompere” mira allo svago, alla realizzazione di un’ora e mezza di vera evasione, ad un’opera di “finzione” in senso stretto, di “altro” dalla realtà. La storia di “Sta zitto…” è assurda e inverosimile, ma organica e coerente nella sua realtà artistica. L’arte non ha infatti impliciti in sé scopi morali, né tanto meno di realismo o obbligatoria verosimiglianza. E’ manifestazione di sé. E’ creazione, originalità, pura immaginazione. Fantasia. E’ altro da noi, è realtà a sé.
Mi guardo attorno mi vengono in mente ai film dai grandi effetti speciali, in cui prevale sull’invenzione e sulla creatività della mente umana la dea “Tecnologia”, penso alla consueta commedia italiana che mutata d’abiti troveremo nuovamente a Natale al cinema. Penso alla gente che riempie le sale quando codesti film vengono proiettati, penso ai loro record d’incasso. Mi inquieto.
Ma poi Ruby e Quentin mi riconducono nelle loro esilaranti avventure, la regia è ben fatta, la sceneggiatura brillante.
“Sta zitto…” è una commedia assolutamente ben riuscita. Il film finisce. Esco dalla sala. Sono di buon umore.
Penso che ho fatto proprio bene a vederlo.