Live Report 9 Ottobre 2026

Su:ggestiva Festival , Biennale MArteLive 2026 @ Villa di Massenzio, Mausoleo di Romolo, Roma 8/10/2026

Non abbiamo potuto fare a meno di prendere atto e di immergerci totalmente nel “live set” di Dobrawa Czocher, acclamata violoncellista e compositrice polacca, nata a Varsavia, ma residente a Danzica.  Dobrawa si è esibita alle 21,00 all’interno del fantastico scenario del Mausoleo di Romolo e – per quanto giovane – ha dimostrato di essere un’artista ben consapevole delle proprie qualità e molto determinata.

Leader della Mieczysław Karłowicz Symphony Orchestra, la Czocher ha già pubblicato nel 2021 “Inner Symphonies” per la Deutsche Grammophon, ma questa sera ha presentato dal vivo composizioni tratte da “Dreamscapes”, un album più recente, uscito nel 2023 e che è stato nominato in sei categorie del prestigioso premio tedesco Opus Klassik.

Si è trattato di un concerto di rara intensità che raggiunto vette espressive altamente drammatiche, grazie anche all’abilità di Dobrawa che chiede ed ottiene dal suo strumento tutto quello che vuole. Negli anni l’artista polacca ha sviluppato una ricerca sul campo che le ha permesso di mescolare scrittura classica, elettronica e “ambient” music” all’interno di un linguaggio molto originale e a tratti visionario.

Un approccio raffinato, di natura sperimentale, che ampia i confini della musica “già sentita”, che va oltre le categorie e che ha compreso momenti di canto ancestrale che hanno avuto un impatto emotivo notevole sui presenti.

Più tardi, intorno alle 22.30, molto atteso, ha fatto il suo ingresso in scena l’olandese Jozef Van Wissem, di professione liutaio. Attivo ormai da oltre venti anni sulla scena “indie”, ha recentemente ottenuto diversi riconoscimenti ufficiali ed è stato invitato da Jim Jarmusch a scrivere la musica di “Only Lovers Left Alive” (Soltanto gli amanti sopravvivono), un film che poi ha vinto il premio per la migliore colonna sonora al Festival di Cannes.

Jozef Van Wissem è riuscito a trasformare uno strumento antico in un qualcosa di estremamente moderno e dal suo liuto fuoriescono adesso ripetizioni ipnotiche e risonanze che si mescolano a accordature profonde e a momenti di silenzio. Jozef ha di recente aggiunto al suo repertorio delle partiture cantare che contribuiscono nel rendere ancora più oscuro il suo “live act”.

Questa sera ha presentato brani tratti da quello che è il suo ultimo album, intitolato “This Is My Blood”, un disco con chiari riferimenti spirituali in cui le note rinascimentali del liuto vanno a confrontarsi e a creare dinamiche molto “dark” con una strumentazione che prevede il ricorso a droni e all’elettronica.

Un concerto forse troppo breve, ma decisamente suggestivo, ricco di sfumature cinematiche, citazioni “western” (a dire il vero molto piacevoli) e tonalità spettrali che bene si sono sposate con la pioggia torrenziale che si era abbattuta sull’Appia Antica.