Italiani 5 Maggio 2005

Terrestre

Dopo un sacco di problemi di carattere legale che lasciano presagire un prosieguo non esattamente idilliaco finalmente parla la musica. Il quarto disco in studio dei torinesi è da un lato il loro lavoro più compatto e personale, dall’altro quello meno ingenuo e diretto.

Artista
Subsonica
Etichetta
Virgin/Emi
Anno
2005

Dopo un sacco di problemi di carattere legale che lasciano presagire un prosieguo non esattamente idilliaco (la Mescal ha denunciato i Subsonica, come forse tutti sanno), alla fine per buona pace di tutti parla la musica.

Il quarto disco in studio dei torinesi è da un lato il loro lavoro più compatto e personale, dall’altro quello meno ingenuo e diretto. Il lavoro sui suoni è – come al solito – ottimo e la costruzione delle canzoni segue i dettami che hanno definito il “timbro Subsonica” nel corso degli anni.

“Terrestre” è un disco che parte sì dalla rivoluzione contrattuale e l’ingresso in una major che ha per loro costruito ponti d’oro , ma anche da “L’errore”, brano inedito incluso nel live “Controllo del livello di rombo”, che rafforzava l’impronta della chitarra elettrica all’interno di un sound che resta di forte matrice elettronica.

“Terrestre” è un disco dove le sei corde sono molto più presenti rispetto al passato trascorso di Casacci & co. Partendo da “Corpo a Corpo” per arrivare a “Gasoline” e il singolo “Abitudine”, si nota come l’elettricità più convenzionale si mescoli ad un’elettronica definita e riconoscibile (ottimo, al solito, il lavoro di Boosta).

L’approccio a questo nuovo disco è stato sì più convenzionale – come ha sottolineato Casacci nelle prime interviste – ma l’impressione è quella di un disco un po’ troppo calcolato e meno dinamico. Non mancano i buoni momenti e si tratta comunque di un disco che schifo non fa, ma se paragonato a “Microchip Emozionale” non si può fare a meno di notare come quella freschezza sia ormai andata persa.

Magari sono differenti punti di vista, perché comunque un singolo come “Abitudine” è forse il miglior apripista – forse… perché “Nuvole rapide” era ed è eccezionale – possibile per un disco del genere. Ma alla fine la “svolta elettrica” non sembra male e l’accoglienza del pubblico sembra aver premiato questa scelta, nonostante, a volte, sembra tutto davvero TROPPO maturo.

  • Corpo a corpo (3:57)
  • Ratto (4:35)
  • Vita d’altri (3:34)
  • Abitudine (4:52)
  • Gasoline (5:37)
  • Incantevole (5:07)
  • L’odore (4:04)
  • Alba a quattro corsie (6:53)
  • Salto nel vuoto (4:25)
  • Giorni a perdere (4:17)
  • Amantide (4:07)
  • Terrestre (4:20)
  • Le serpi (4:48)
  • Dorme (3:47) (Traccia fantasma)