Terrestre
Dopo un sacco di problemi di carattere legale che lasciano presagire un prosieguo non esattamente idilliaco finalmente parla la musica. Il quarto disco in studio dei torinesi è da un lato il loro lavoro più compatto e personale, dall’altro quello meno ingenuo e diretto.
- Artista
- Subsonica
- Etichetta
- Virgin/Emi
- Anno
- 2005
Dopo un sacco di problemi di carattere legale che lasciano presagire un prosieguo non esattamente idilliaco (la Mescal ha denunciato i Subsonica, come forse tutti sanno), alla fine per buona pace di tutti parla la musica.
Il quarto disco in studio dei torinesi è da un lato il loro lavoro più compatto e personale, dall’altro quello meno ingenuo e diretto. Il lavoro sui suoni è – come al solito – ottimo e la costruzione delle canzoni segue i dettami che hanno definito il “timbro Subsonica” nel corso degli anni.
“Terrestre” è un disco che parte sì dalla rivoluzione contrattuale e l’ingresso in una major che ha per loro costruito ponti d’oro , ma anche da “L’errore”, brano inedito incluso nel live “Controllo del livello di rombo”, che rafforzava l’impronta della chitarra elettrica all’interno di un sound che resta di forte matrice elettronica.
“Terrestre” è un disco dove le sei corde sono molto più presenti rispetto al passato trascorso di Casacci & co. Partendo da “Corpo a Corpo” per arrivare a “Gasoline” e il singolo “Abitudine”, si nota come l’elettricità più convenzionale si mescoli ad un’elettronica definita e riconoscibile (ottimo, al solito, il lavoro di Boosta).
L’approccio a questo nuovo disco è stato sì più convenzionale – come ha sottolineato Casacci nelle prime interviste – ma l’impressione è quella di un disco un po’ troppo calcolato e meno dinamico. Non mancano i buoni momenti e si tratta comunque di un disco che schifo non fa, ma se paragonato a “Microchip Emozionale” non si può fare a meno di notare come quella freschezza sia ormai andata persa.
Magari sono differenti punti di vista, perché comunque un singolo come “Abitudine” è forse il miglior apripista – forse… perché “Nuvole rapide” era ed è eccezionale – possibile per un disco del genere. Ma alla fine la “svolta elettrica” non sembra male e l’accoglienza del pubblico sembra aver premiato questa scelta, nonostante, a volte, sembra tutto davvero TROPPO maturo.
- Corpo a corpo (3:57)
- Ratto (4:35)
- Vita d’altri (3:34)
- Abitudine (4:52)
- Gasoline (5:37)
- Incantevole (5:07)
- L’odore (4:04)
- Alba a quattro corsie (6:53)
- Salto nel vuoto (4:25)
- Giorni a perdere (4:17)
- Amantide (4:07)
- Terrestre (4:20)
- Le serpi (4:48)
- Dorme (3:47) (Traccia fantasma)


