The Bitterest Flavours
Questa band portoghese ha certamente un sound particolare e quest’album vi sorprenderà per le sue particolarità e per la raffinatezza della composizione dei pezzi.
- Artista
- Divine Lust
- Etichetta
- Deadsun Records
I portoghesi Divine Lust si formano nel 1998, nel 1999 registrano un demo e nel 2002 viene pubblicato il loro primo album “Divine Lust”. A 10 anni di distanza dal loro inizio li ritroviamo con il loro secondo lavoro: “The Bitterest Flavours”, un album che porta con se una maturazione artistica da non sottovalutare. Il loro è un doom/gothic metal molto sfaccettato e ben strutturato, una sorta di “innovazione” del genere potremmo dire.
Oltre a voce, chitarra, batteria e tastiere in “The Bitter Est Flavours” troviamo l’aggiunta di una voce femminile, quella di Paula Teixeira, nei brani ”Veil Of Golden Leaves” e ”The Son That Never Was”; in quest’ultimo brano si aggiunge anche il violino come in ”Duskful Of Bliss, Morningful Of Misery” che è un brano di quasi 13 minuti (il più lungo dell’album); inoltre troviamo una chitarra acustica in alcuni pezzi, come nel primo: ”Last Will Left…”
Tutto questo è ben miscelato e riesce a creare un’atmosfera malinconica, inquieta ma comunque melodica. Questa band portoghese ha certamente un sound particolare e questo è sicuramente il punto fondamentale a loro vantaggio: sono riusciti a creare qualcosa che segue le linee del doom metal ma con una spiccata personalità, le chitarre classiche, il violino e il coro gregoriano (in ”The Son That Never Was”) portano sulla scena delle novità particolarmente apprezzabili. Sono sicuramente da provare i Divine Lust: quest’album vi sorprenderà per le sue particolarità e per la raffinatezza della composizione dei pezzi.


