The First Genesis
Crescendo melodici e chitarre gementi, cavalcavia di linee che marciano sempre in terra d’Albione e svaniscono, regolarmente, tra le stelle (e le strisce) di un compendio rock targato anni novanta.
- Artista
- Venus In Drops
- Etichetta
- CD autoprodotto
Nella penisola italica il 2010 ha piantato un po’ di cose interessanti, tanto sunshine, buone melodie, acino e noisemaker sulla terra di molte strade. È il caso dei Venus In Drops, cinque teste palermitane che si sono fatte apprezzare attraverso svariate tappe propedeutiche, vedi l’Italia Wave Love Festival o il Summer Live a Trapani, dove nel 2008 convinsero critica e fan con vigore.
Isolani ma non troppo, certamente campestri e tangenziali almeno quanto i restanti confini del mondo che potrebbe, anche, essere poco più in là e non cambierebbe nulla. Perché i confini sono fatti così, di aria e di segni a matita sufficienti a slegare in soli venticinque minuti di ascolto la genesi di un esordio avvolgente, quello di un primo Ep realizzato al Vertigo Studio di Toti Valente (batterista e sound-engineer degli Albanopower). Sbucano così cinque piccoli gioiellini da sottoscala, piazzati di traverso tra le gocce di un distillato romantico e l’oscurità di una Venere apparentemente in pelliccia. Un suono costruito su crescendo melodici e chitarre gementi, cavalcavia di linee che marciano sempre in terra d’Albione e svaniscono, regolarmente, tra le stelle (e le strisce) di un compendio rock targato anni novanta.
Morbosamente onirici con “The First Genesis Of The Animals” e di promettente indole romantica con “Lucy Was In the Stars”, i cinque riescono a colpire ancora più a fondo quando si lasciano andare a malinconiche ballate “Pulp”. La scrittura c’è, tormentata quanta basta e sul finire leggermente esacerbata da “So Many Times” e “Rotten Apple” che tirano giù la conclusione ai reduci del grunge. Un buon debutto e Lucy, poi, dalle stelle, riverisce davvero bene la chiamata alla armi per lottare al vaglio di un ottima prova.
Con il ritardo causato dai botti d’artificio siamo qui a tenerli d’occhio, consapevoli che da qui a poco loro saranno nuovamente in tour sui palchi della vostra città e voi sarete li sotto ad aspettarli. Vogliamo scommetterci?


