Emergenti 24 Marzo 2011

The Night All The Crickets Died

Tornano i Mauve con un disco breve ed essenziale. Nove tracce dal fascino notturno tra indie rock e new wave che rispecchiano appieno le capacità compositive del trio

Artista
Mauve

Arrivano alla seconda fatica discografica i Mauve, dopo un periodo ricco di esperienze live sui palchi più disparati. Esperienze quest’ultime che hanno notevolmente minato le basi della loro identità musicale, dalle cui macerie sono nate nuove ed affascinanti sculture sonore. Un disco ammaliante e notturno questo “The Night All The Crickets Died”, dalle atmosfere cupe e tetre ma in grado di affascinare già dalle prime note. Si, perchè il gruppo capitanato da Carlo Tosi (Voce e chitarra) e Elda Belfanti (Batteria e samples), con il supporto di Alberto Corsi (chitarra) e Matteo Frova (Basso), ha saputo dar vita a composizioni di indubbio valore.
Nove brani in grado di catapultare l’ascoltatore in un paesaggio notturno, lugubre e buio, nel quale gli unici rumori che si avvertono sono i vagiti sonori dei nostri. Si inizia e si finisce l’ascolto con la medesima sensazione di spaesamento, deriva fisica e sonora provocata dalle due parti di “The Solitude Of Ship”, poste in apertura e chiusura di tracklist. Incalzante per incedere la bellissima “Ahab”, con l’espressiva voce di Carlo Tosi a dettare i ritmi, di un brano che affonda le proprie radici testuali in ambito letterario; così come la successiva “Ludovico”, che ne ricalca appieno le atmosfere. Si apre alla melodia la tersa “Summer Shade” dove a giocare un ruolo importante sono gli intrecci vocali dei due titolari, su di un impianto melodico degno del miglior indie rock, ricordando a tratti quanto fatto in passato da gruppi come i Blonde Redhead. Interlocutoria mi pare invece “Decay”; più un esercizio di stile che un brano fatto e finito. Sembra arrivare dal repertorio dei Black Rebel Motorcycle Club “Grasshopper In Your Hands”, che con la sua dirompente carica acida rappresenta uno dei momenti più riusciti del disco. “Hang Over” dal canto suo ha nuovamente il compito di rallentare e smorzare i toni, coadiuvata da un sapiente uso del violoncello, avvolgendo l’ascoltatore con il suo lento incedere. Parte lenta anche “Black Dogs” per crescere d’intensità e spegnersi tra i feedback.
Un lavoro pregevole quello svolto dai Mauve, registrato in presa diretta su nastro per mantenere intaccata l’urgenza espressiva della loro musica. Ulteriore punto a loro favore il sapiente utilizzo delle voci, ideale canale di sbocco delle emozioni sonore dei nostri. Se anche una notte i grilli dovessero davvero morire, non dovremmo preoccuparci del conseguente silenzio, perchè la musica dei Mauve saprà sapientemente accompagnare i nostri viaggi notturni, echeggiando nell’aria in tutta la sua intensità.