New Releases 17 Giugno 2002

The rest of us

Primo album con la Estrus per gli americani Gas Huffer che affidano all’estro ed alla maestria di Jack Endino, la produzione del disco numero sei della loro cronostoria

Artista
Gas Huffer
Etichetta
Estrus Records

Primo album con la Estrus per gli americani Gas Huffer che affidano all’estro ed alla maestria di Jack Endino, la produzione del disco numero sei della loro cronostoria. Fortemente influenzati dall’energia del rock’n’roll e con un occhio al punk d’annata, i quattro musicisti danno vita ad una festa che arriva a proporre anche momenti proiettati verso il surf (The day the bottom fell out); la voce di Matt Wright, oltre ad essere un ottimo rimedio contro la noia, è ben armonizzata con il sound grezzo delle chitarre che riporta alla mente alcune intuizioni di Iggy Pop. La splendida Ghost in the lighthouse, la title-track, Dig that, do that, Goodbye crescent, I’m so delighted, Glass bottom boat, Third party man e Lexington nightlife possono essere considerati i momenti migliori di The rest of us che rappresenta forse l’album più riuscito dei Gas Huffer, alla luce anche di quel che sta accadendo nel mondo col successo assoluto di band come The Strokes, Black Rebel Motorcycle Club e White Stripes in primis, e a seguire, International Noise Conspiracy con tutte le nuove leve della scuola svedese. Questa riscoperta di una musica fortemente suonata e scevra da tutte le elucubrazioni che impone la fredda tecnica, è forse l’unico rimedio rimasto al sistema per non soffocare sotto le grinfie dell’elettronica che sta invadendo qualunque tipo di mercato; e seppur flagellati anch’essi dal caro-cd, parecchi gruppi del movimento indipendente, di cui i Gas Huffer fanno parte, vi possono dare la garanzia, al momento in cui alleggerirete il vostro portafoglio, di essere ripagati in qualità. Dell’album esiste anche una versione limitata di 1000 copie in vinile: per chi fosse interessato, il sito a cui fare richiesta è www.zerotec.com