Metal 17 Febbraio 2010

The Retrieval Of Beauty

Le composizioni contenute in questo lavoro già al primo impatto non riescono a farsi notare per originalità, un cd in più nel muro delle tante uscite in ambito metalcore tutte molto simili tra loro da risultare alla fine anonime

Gli Inbred sono una giovane realtà spagnola formatasi nel 2006, ha inciso il debut album “The Retrieval Beauty” nel 2008 ma che, in seguito agli scarsi riscontri ottenuti, ha deciso di attuare un nuovo piano di promozione tramite Relapse Records, dobbiamo ringraziare l’artefice di quest’ultima scelta per aver ricevuto una copia promozionale del suddetto. Le composizioni contenute in questo lavoro già a primo impatto non riescono a farsi notare grazie alla loro originalità – pari a zero – ma più che altro per l’effetto “in your face”. Infatti la musicalità proposta si dirige verso i lidi più classici del metalcore i cui principali termini di paragone possono essere senza alcun dubbio: Caliban e Hatebreed.
Tra le influenze si riscontrano però anche attimi che richiamano alla mente gli ultimi In Flames soprattutto per quanto riguarda le partiture melodiche e “Unfinished” ne rappresenta un ottimo esempio. Sicuramente la ferocia non è un aspetto che manca tra gli episodi – riscontrabile soprattutto nella prima metà del disco e per questo risulta più scorrevole e godibile (“Calendar Black Dates Of 1427” insieme al singolo “The Tempest” e il già citato “Unfinished” rappresentano i migliori episodi) – ma a volte non basta per rendere il prodotto di buona fattura.
Infatti verso la seconda parte, il sound inizia a stancare e a essere monotono, con poche idee e tirate alla lunga (è impresa ardua riuscire ad ascoltare interamente i brani: “Touch Of Grace” e “Blemish Our Souls”) dove la violenza diventa fine a sé stessa e fa scadere l’opera fino a farla definire semplicemente “molto fumo e poco arrosto”. Ma bisogna pur sempre “dare a Cesare quel che è di Cesare” e quindi spezzare una lancia a favore della bella copertina – in stile retrò – che farebbe immaginare del prodotto tutto ciò che in realtà non è.
Insomma “The Retrieval Of Beauty” è un miraggio in cui tu ci credi pienamente ma che alla fine ti delude. Un mattone in più nel muro delle tante uscite in ambito metalcore – tutte molto simili tra loro – che (per opera di giustizia) difficilmente riceveranno fortuna!