The Thread That Keeps Us
Il duo formato da John Convertino e Joey Burns non smette mai di cercare, aggiorna di continuo la sua musica e il nuovo lavoro, che talvolta strizza l’occhio anche all’elettronica, riesce sempre a restare fedele a sé stesso. Un disco tutto da ascoltare, senza fretta, da centellinare con calma, per apprezzarlo fino all’ultima goccia
Nuovo album per i Calexico, un disco davvero molto bello, a metà strada fra il recupero delle radici indie rock della band e il mantenimento di quelli arrangiamenti in perfetto stile tex-mex che li hanno resi famosi.
Il duo formato da John Convertino e Joey Burns non smette mai di cercare, aggiorna di continuo la sua musica e sul nuovo lavoro, intitolato The Thread That Keeps Us, talvolta strizza l’occhio anche all’elettronica, ma riesce sempre a restare fedele a se stesso. Se su brani come “Under The Wheels”, il primo singolo tratto dall’album, “Voices In The Field”, “Flores Y Tamales” e “Girl In The Forest” ritroviamo i Calexico che ci aspettavamo tutti, la vera sorpresa arriva dall’ascolto di canzoni come “End Of The World With You”, “Eyes Wide Awake” e “Thrown To The Wild”, dove il rock psichedelico prende il sopravvento.
Su “Dead In The Water” poi, sembra che stiamo ascoltando un’altra band: riff di chitarra elettrica molto duri e un substrato “acido” da brividi. Ma sono sempre loro, magari stanno rendendo omaggio alle radici “psych-rock” di una volta, alle loro band preferite di quel tempo: Pixies, Pavements e Replacements. Ma state tranquilli, perché su “Another Space” tornano a risuonare le trombe in stile mariachi e perché “Music Box”, la ballata acustica che chiude l’album, è talmente bella da riconciliarvi con le varie asperità che il disco presenta. Un disco tutto da ascoltare, senza fretta, da centellinare con calma, per apprezzarlo fino all’ultima goccia


