The Winstons
L’opera omonima dei (nuovi) Winstons è un concentrato tossico di esalazioni rock n’roll per menti sane in corpi (in)sani. Perché se il fumo passivo fa male, tanto vale farsi di roba pesante…musicalmente parlando.
- Artista
- The Winstons
- Etichetta
- AMS
The Winstons erano una band soul-funk americana degli anni ’60, e non è chiaro se la scelta di Roberto Dell’Era di chiamare così la sua nuova creatura musicale sia stata o no dettata dal caso. Quello che conta però è la polpa di cui è impregnato questo nuovo side-project del musicista già Afterhours che spazia tra psych e prog d’annata, con particolare predilezione per la scena di Canterbury, quella che accomunava Soft Machine (e Robert Wyatt solista), Gong e Caravan, qui rieditata con l’impronta dell’ossequio lo-fi, tra diligente reverenza e libere divagazioni arty/jazz dal piglio “anarchico ancestrale”.
Sulla pagina FB dedicata, questo side-project schizoide si presenta come un power-trio composto, presumibilmente, da tre fratelli, i Winstons appunto – come la marca di sigarette – tutti con nomi fittizi ma chiaramente riconducibili allo stesso Dell’Era (Rob), Enrico Gabrielli (Enro) dei Calibro 35 e Lino Gitto (Linnon), con l’aggiunta di Xabier Iriondo e Roberto D’Azzan quali special-guest.
Anche l’etichetta è dedicata, essendo l’AMS specializzata nel trattare prog italiano. Anticipata dal singolo Nicotine Freak, l’opera omonima dei (nuovi) Winstons è un concentrato tossico di esalazioni rock n’roll per menti sane in corpi (in)sani. Perché se il fumo passivo fa male, tanto vale farsi di roba pesante…musicalmente parlando.


