Italiani 2 Giugno 2011

To Remind You

Un album intimo che affronta la perdita della comunicazione e il suo ritrovamento, che parla di incontri e scontri, del silenzio che risuona più forte del rumore.

Loro sono in sei ma hanno “undici dita”, Andrea, David, Zizzi, Anna, Ste e Lele affilano le armi per un debutto delicato, ma capace di tirar fuori le unghie. Nata nel 2007 la band suona un pop onesto, simile a quello da cui anche i Motorpsycho, periodo “Let Them Eat Cake”, erano stati attirati (”To Remind You”). Le chitarre si avvitano intorno alle pelli, suonate egregiamente, appena accennate e ai fiati capaci di deviare il tutto verso qualcosa di più ‘noisy’ mentre gli incastri ritmici, nervosi, spostano l’asse verso un rock timido ma efficace (”White Boots”)
“To Remind You” è un album intimo che affronta la perdita della comunicazione e il suo ritrovamento, che parla di incontri e scontri, del silenzio che risuona più forte del rumore. Il pianoforte scandisce le stagioni di questo disco che, con l’aumento degli ascolti (niente a che vedere con lo share), s’ingigantisce facendo trapelare il songwriting spesso e multistrato. In questo caso non disturba l’ormai logoro gioco fra voce femminile e suo opposto.
Ritmi danzerecci a la Sting/Police in ”Everything Is Far Away” e subito dopo melodie pop catchy che costringono a pigiare il tasto repeat (”Growing Up Kids”).
Dentro c’è molto altro da scoprire, a voi la mossa successiva.