Italiani 16 Novembre 2006

Un giorno uguale al tuo

“Un giorno uguale al tuo” è un album da cui prendere tre o quattro pezzi meritevoli. Tuttavia per essere un album di esordio possiamo essere sufficientemente soddisfatti.

Dopo una mattinata passata ad ascoltare dischi da recensire pesco dal mazzo l’album di esordio di un gruppo chiamato Discorevolver. L’album si intitola “Un giorno uguale al tuo”. Decido di metterlo su. L’ascolto è molto piacevole. Fin alle prime note del brano d’esordio, “Il re delle fobie”, si capisce che questi quattro ragazzi sanno precisamente cosa fare. Il loro è un rock italiano e melodico, caratterizzato da suoni pacifici, non violenti. I testi delle canzoni non sono banali. Andando avanti con l’ascolto il disco si fa un po’ pesante. Il ritmo è troppo stabile. Non mi accorgo neanche del cambio di canzone. I brani si fondono in un’unica canzone continua. Ma la svolta arriva alla settima traccia, Un giorno uguale al tuo, introdotta da un una chitarra graffiante, dove i suoni si fanno più accattivanti e finalmente si esce da quel suono monotono che i brani precedenti avevano prodotto. Questa è la testimonianza che questi ragazzi ci sanno fare se vogliono.
I Discorevolver non sono un gruppo niente male. Questo è il loro primo album e si nota tutta la loro inesperienza, ma sono sicuro che andando avanti su questa strada riusciranno a migliorarsi e a raggiungere la maturità necessaria per la riuscita ottimale di un disco.
“Un giorno uguale al tuo” è un album da cui prendere tre o quattro pezzi meritevoli. Purtroppo l’ascolto totale del disco non è possibile in quanto tutte le tracce scorrono sullo stesso binario dando un senso di monotonia. Tuttavia per essere un album di esordio diciamo che raggiunge la sufficienza.