Uscira’ il prossimo 3 marzo ‘On An Island’, il terzo album solista di David Gilmour e il suo primo album in studio
Uscira’ il prossimo 3 marzo ‘On An Island’, il terzo album solista di David Gilmour e il suo primo album in studio dopo il cda multiplatino ‘The Division Bell’ dei Pink Floyd. Fin dalle prime battute del collage di suoni che da’ inizio a ‘On An Island’ si capisce che e’ un’esperienza all’altezza delle migliori pagine dei Pink Floyd e che conferma al tempo stesso la straordinaria statura di artista solista del loro chitarrista e cantante. Qui David rivela una visione personale ed una gamma di stili -folk, jazz, orchestrale e rock- tenute assieme come un tutt’uno dal lirismo della sua chitarra e dalla voce immediatamente riconoscibile. ‘On An Island’ e’ una raccolta di canzoni e brani strumentali che hanno avuto la genesi ai concerti della London Festival Hall. Gilmour e’ uscito dal supergruppo e ha scoperto che e’ ancora all’apice, ed e’ giustamente soddisfatto: ”E’ il mio lavoro migliore e piu’ personale -dice- Realizzarlo con i miei amici musicisti e’ stata un’esperienza positiva su molti livelli”. Le dieci canzoni dell’album, prodotto da David Gilmour, Phil Manzanera e Chris Thomas, sono: ‘Castellorizon’, ‘On An Island’, ‘The Blue’, ‘Take A Breath’, ‘Red Sky At Night’, ‘This Heaven’, ‘Then I Close My Eyes’, ‘Smile’, ‘A Pocketful Of Stones’, ‘Where We Start’. In primavera Gilmour portera’ il nuovo album in un tour che partira’ dall’Europa a marzo (chissa’ che non sia nel mirino di Sanremo come superospite?), per andare negli Stati Uniti ad aprile e tornare in Gran Bretagna alla fine di maggio, con concerti a Manchester, Glasgow e Londra. Il disco pullola di virtuosismi musicali, a partire dalle orchestrazioni del rinomato compositore polacco Zbigniew Preisner e dalla luminosa produzione (con l’assistenza di Phil Manzanera dei Roxy Music). Crosby e Nash cantano armonie, Robert Wyatt suona il corno, Caroline Dale il violoncello e Alasdair Molloy l’armonica di vetro. Richard Wright dei Pink Floyd e’ ospite all’organo hammond, mentre Gilmour spazia e si erge con voce e chitarra che penetrano l’anima. Tuttavia l’album non e’ mai eccessivo. Nella sua essenza rimane un’opera riflessiva, anche per i testi. Sebbene Gilmour abbia alcuni crediti per la composizione, la maggior parte di essi vanno all’autrice Polly Samson, continuando una collborazione che aveva avuto inizio con ‘The Division Bell’. Le canzoni parlano di esperienze condivise che evocano una ampiezza di emozioni, dalla bella e misteriosa ”On An Island” (con una esecuzione chitarristica destinata ad entrare nel canone dei classici di Gilmour) alla meditativa ”The Blue” e ”A Pocketful of Stones” e anche a brani piu’ pesanti rocke blues come ”Take A Breath” e ”This Heaven”. Nello spirito di intimismo questo album vede il debutto di Gilmour al sassofono oltre a contributi di collaboratori dei tempi prima dei Pink Floyd.