“Valvassori del BardFolk”
Il terzo album di BardoMagno, “Valvassori del BardFolk”, conferma la band come uno dei progetti più originali del panorama folk rock italiano, dove musica, ironia e satira storica si trovano sotto il vessillo medievale di un modo epico di pensare alle pareti di distorsioni. Sono gli Europe ma anche no… sono i Nickelback ma anche no. Sono i Bardomagno, sono ormai 3 dischi che il suono non fa un grinza nelle promesse e sono ormai 3 dischi che il loro nome e il loro progetto non fa altro che cresce…
Il terzo album di BardoMagno, “Valvassori del BardFolk”, conferma la band come uno dei progetti più originali del panorama folk rock italiano, dove musica, ironia e satira storica si trovano sotto il vessillo medievale di un modo epico di pensare alle pareti di distorsioni. Sono gli Europe ma anche no… sono i Nickelback ma anche no. Sono i Bardomagno, sono ormai 3 dischi che il suono non fa un grinza nelle promesse e sono ormai 3 dischi che il loro nome e il loro progetto non fa altro che cresce…
Nato dalla collaborazione tra Valerio Storch e la community social di “Feudalesimo e Libertà” (vi prego di leggere quello che fanno e di leggerlo subito), il disco è un vero e proprio viaggio nel tempo, dove Medioevo e presente si combinano assieme con un linguaggio che fa il verso al tempo andato, a certi modi di dire quasi barocchi e il suono invece è moderno ma anche di grandi stili anni ’90… comicità e trovate arcaiche di spinette e flauti e tanto altro ancora mantecano il tutto e quel che viene fuori è una potentissima mistura che non perdona niente a questa società fatta di superficialità e normalità assurde…
Da “Italienzug”, ironica discesa verso Roma che mette a confronto stereotipi italiani e teutonici, fin dentro la sucessiva “Marco Polo”, rivisitazione, manco a dirlo esilarate se non addirittura folle, del celebre viaggio in Oriente motivato da un bisogno sorprendentemente contemporaneo. E così via senza troppo spoilerare il resto del viaggio che vede anche la partecipazione di Valerio Lundini e di Lorenzo Baglioni per due feasturing inattese e – non linciatemi – quasi trasparenti nel senso che non entrano nel suono e nella scrittura a rivoluzionare il tutto ma, anzi, a levarli di torno quasi non ce ne accorgeremmo. Che nessuno si offenda eh!!! Era per dire che la personalità dei Bardomagno è monolitica!!!
La produzione di Valerio Storch si conferma sempre di altissimo livello… certo, forse vorremmo qualche fuori pista meno didascalico ormai, non ci è bastato il ballo latino di “Clero Maria Dance”… vorremmo vederli andare decisamente oltre. Che il suono medievale diventi digitale e “intelligente”? Chi lo sa… Intanto andate in rete e godete a pieno anche dei video. Niente è lasciato al caso.


